Ragazze degne di nota

Gabriella Colarusso
20/01/2011

Nannini, Donà, Consoli, Ruggiero: il ritorno delle cantanti.

Ragazze degne di nota

Impertinenti, sensuali, raffinate. Le cantantesse sono tornate. Da Gianna Nannini a Cristina Donà a Carmen Consoli, un’infornata di nuovi album ha dato al 2011 un timbro decisamente femminile. Tra archi, sperimentazioni acustiche e digressioni rock, provocazioni e filologia musicale, Lettera43.it ha selezionato per voi cinque album, e cinque artiste, che non si possono non ascoltare.

Cristina Donà

C’è chi la considera la Pj Harvey italiana e chi, come il quotidiano Sunday Times, le riconosce qualità musicali da antologia, tanto da inserire un suo brano nel Cd allegato all’inserto mensile di cultura (è successo nel 2004). Ma Cristina Donà, una delle più apprezzate cantautrici italiane, lo è «suo malgrado» perché, come ha scritto il critico Stas Gawronski, «come accade a certi grandi artisti, se all’origine dell’espressione creativa non ci fosse un’esigenza profonda di verità su se stessi e sulla vita che si vive, la loro natura li avrebbe condotti ad altre occupazioni, forse più semplici e tranquillizzanti».
TORNO A CASA A PIEDI. Cantando se stessa e la propria esperienza – «Quando la danza diventa lotta, stringimi, perché non voglio davvero fuggire» l’artista di Rho nata nel 1967 è arrivata, dagli esordi nel 1997 con l’album Tregua, a credere nei Miracoli, titolo del singolo appena pubblicato che anticipa l’uscita del nuovo album, prevista per il 25 gennaio 2011: Torno a casa a piedi. «Miracoli», ha dichiarato l’artista, «è il manifesto di intenzioni di tutto l’album. Una serie di piccoli gesti quotidiani fatti di normalità che creano eventi straordinari», come «fare milioni di chilometri per potersi incontrare, per guardarsi negli occhi e spiegare un errore». Mixando cantautorato e rock, arrangiamenti ruvidi e sonorità quasi da banda, come nell’ultimo album, Donà è riuscita a farsi amare senza cedere al commerciale ma spaziando con disinvoltura tra i generi senza dimenticare la sua origine pure rock.

Elisa

Per presentare il suo nuovo album, Ivy, (Edera), Elisa ha scelto il teatro. Dal 4 marzo 2011, un tour la porterà nelle sale italiane con 17 brani, tra cui tre inediti, molte rivisitazioni, cover come quella di 1919 degli Smashing Pampkins e collaborazioni con Fabri Fibra e Giorgia. Un disco prevalentemente acustico, intimista, fatto di voci bianche e strumenti grezzi, che la cantante di Monfalcone ha descritto così: «L’edera Ivy è ben radicata a terra, ma al tempo stesso si spinge verso l’alto e abbraccia tutto ciò che tocca».
UN ALBUM E UNA DOCUFICTION. L’uscita dell’album, a fine 2010, è stata preceduta dal singolo Nostalgia, cantato in inglese, che Elisa ha rivelato di sentire molto vicino al brano scritto a suo tempo da Billy Corgan, voce degli Smashing: «sono due brani dedicati alla mia generazione, anche a chi non c’è più».
Insieme con l’album, il tour di presentazione porterà nei teatri italiani anche un una sorta di docufiction di 50 minuti che racconta la genesi e la lavorazione del disco ad Artesella in Valsugana, in Trentino, per la regia di Danni Karlsson.

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Gianna Nannini

Nell’Italia degli scandali che non scandalizza più, lei è riuscita ancora una volta a rompere le regole. Perché va bene parlare di omosessualità, solleticare il bisessualismo che è in ognuno, cantare, da donna, “i maschi innamorati come me…”, ma partorire no, partorire una bambina a 54 anni e per giunta senza avere dichiarato pubblicamente il nome del padre.
Gianna Nannini l’ha fatto, difendendo le sue scelte dalla valanga di critiche che le sono piovute addosso – «All’improvviso tutti si sono dimenticati della libertà e del diritto che ha ciascuno di noi di fare quello che vuole, quando e con chi vuole», ha dichiarato a Sorrisi e Canzoni – e mettendole in musica.
IO E TE. Con il suo pancione in bella vista sulla copertina di Vanity Fair, e la T-shirt con su scritto ‘God is woman’ (Dio è donna), nelle prime settimane del 2011 Gianna ha presentato il suo nuovo album, Io e TE, e Penelope, sua figlia, nata in contemporanea con il lancio del disco. Madre a 54 anni, “strega” da mettere sul rogo del senso comune, per presentare la sua ultima fatica musicale Nannini ha scelto un concerto in 3D in esclusiva per il sito di Vantity Fair.
Sette delle dodici canzoni dell’album sono state scritte da Isabella Santacroce. Ritorno rock misto a melodie più pop, ma la nuova Gianna si ascolta soprattutto nei testi, permeati di una certa laica sacralità.

Carmen Consoli

«Viva l’Italia, il calcio, il testosterone, gli inciuci e le puttane in preda all’ormone, a noi ci piace assai la televisione…». Cantava così, Carmen Consoli, in Mandaci una cartolina, il singolo che aveva aperto lo strada ad Elettra, album uscito nel 2009, e che raccontava con la consueta, elegante, pregnanza della cantantessa siciliana, un po’ di Italia e di italiani. Quasi profetico a guardare le cronache di oggi.
PER NIENTE STANCA. Con Guarda L’alba, invece, il singolo uscito a fine 2010 che ha anticipato la pubblicazione di Per niente stanca, il meglio di Consoli disponibile da gennaio 2011, la signora di Catania canta l’amore, come più volte ha fatto in passato, ma lasciando da parte i tormenti e le impertinenze di giovinezza per entrare invece nella carne di una vita che «irrompe impetuosa» con la sua «urgenza di prospettiva», dove si vedono gli occhi di figli ancora non nati e dove tutto si trasforma, «persino il dolore più atroce si addomestica».
Il singolo Guarda l’alba è stato scritto a quattro mani con Tiziano Ferro, lui le musiche lei i testi. Nel disco c’è anche un altro inedito. Dall’esordio con Confusa e Felice, dopo sette album in studio, due live e il premio Tenco, per la prima volta nella storia assegnato a una donna, la cantantessa ora è tornata. Per Niente Stanca.

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Antonella Ruggiero

Un disco colto e ostico. La sua voce, come sempre, strega, ma l’ascolto non è agevole, quantomeno non immediato. Con I Regali di Natale, uscito a dicembre 2010, Antonella Ruggiero, voce storica del Matia Bazar, mette alla prova il suo pubblico tradizionale. Un doppio album tutto dedicato alla rilettura dei canti della tradizione natalizia, dai classici Adeste Fideles a Stille Nacht, al Laudate Dominum di Mozart a Mille cherubini in coro di Schubert fino ad arrivare a ignote canzoni scritte da parroci di provincia all’inizio del 1900.
FILOLOGA MUSICALE. Appassionata da sempre di musica antica, Ruggiero si è trasformata in una sorta di filologa musicale, riscoprendo testi e melodie dal Medioevo fino agli anni 40 del secolo scorso, reinterpretandole e riarrangiandole, lasciando molto spazio agli archi. Il raffinatissimo lavoro è stato possibile anche grazie alla collaborazione con alcuni tra i migliori musicisti italiani come Mark Harris, Massimo Moriconi, Daniele Di Gregorio (percussionista e vibrafonista di Paolo Conte), i jazzisti Paolo Di Sabatino, Stefano Dall’Ora, Ivan Ciccarelli.

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