Chi traballa in Rai con il governo giallorosso

La prima a fare le spese del mutato vento politico è stata Monica Setta. Ma a rischio sono pure il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano e il conduttore di Unomattina Roberto Poletti, filo-salviniani. Per non parlare del presidente Marcello Foa.

09 Settembre 2019 06.00
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Si racconta che quando Silvio Berlusconi vinse le elezioni per la prima volta, nel 1994, il giornalista Rai Piero Vigorelli (di lì a poco nominato direttore dei tg regionali) corresse per i corridoi di Saxa Rubra avvolto nella bandiera di Forza Italia. Né si può dire che i comportamenti del fronte opposto, per quanto più felpati, siano stati meno agguerriti: il potere dei veltroniani nelle faccende televisive era un pilastro del panorama politico negli anni a cavallo fra Prima e Seconda Repubblica. Questo per dire che l’effetto dei rovesci della politica sulla tivù di Stato è un classico delle relazioni fra informazione e potere in Italia. Ma stavolta siamo di fronte a un’ondata che si abbatte su un’altra di segno opposto in pieno svolgimento (anzi, ancora nella sua fase ascendente). Un contro-ribaltone le cui conseguenze potrebbero essere di gran lunga più spettacolari del solito.

La giornalista Monica Setta.

DOPO SETTA A RISCHIO PURE DE SANTIS

La prima a fare le spese della nuova situazione è stata Monica Setta, titolare di una striscia su Unomattina chiusa in men che non si dica dalla direttrice di Raiuno Teresa De Santis (che non più di tre mesi fa dichiarò di considerare il governo il suo editore di riferimento) su richiesta dell’amministratore delegato Fabrizio Salini. In teoria la stessa De Santis, essendo stata nominata su indicazione della Lega, potrebbe essere considerata a rischio, ma durante la sua lunga militanza in Rai ha dimostrato una capacità di manovra invidiabile (negli Anni 90 del secolo scorso passò in un battibaleno dal Manifesto alle simpatie per la Lega di Bossi e Maroni) e in molti giurano che sarà in grado di correggere la rotta anche stavolta, eventualmente scaricando personaggi scomodi dai programmi.

Teresa De Santis.

UNOMATTINA, TRABALLA ANCHE POLETTI?

Proprio a Unomattina, del resto, la filiera comunicativa sovranista ha compiuto le mosse più audaci. Come conduttore, accanto alla giornalista Rai di lungo corso Valentina Bisti, è stato piazzato l’esterno Roberto Poletti, già direttore di Radio Padania Libera, ed editorialista di Libero, nonché autore del libro Salvini&Salvini – Il Matteo-Pensiero dalla A alla Z, e a fare il capo autore è arrivato il portavoce del presidente della Rai Marcello Foa, Marco Ventura. Potrà restare intatto un assetto del genere? Dopo il ciclo estivo Poletti (uno dei pochi a fare ascolti discreti della nidiata televisiva salviniana) è stato confermato anche per la versione invernale, che comincia oggi lunedì 9 settembre. Ma è chiaro che il programma sarà sotto osservazione. Quanto a Ventura, in teoria dovrebbe mollare almeno una delle due posizioni (la cui concomitanza era contestata già in epoca gialloverde), ma secondo le ultime indiscrezioni potrebbe anche avere ottenuto la conferma di entrambe. Se fosse così, sarebbe un elemento di ulteriore fragilità per l’assetto della trasmissione.

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Lorella Cuccarini. (Ansa)

IL DOSSIER CUCCARINI

Un cambio della guardia si è verificato già a fine luglio a La vita in diretta dove Lorella Cuccarini (considerata di simpatie sovraniste) e Alberto Matano prendono il posto di Beppe Convertini e Lisa Marzoli, mentre il capo autore Casimiro Lieto (già collaboratore dell’ex fidanzata di Salvini Elisa Isoardi, pare non particolarmente simpatico al leader leghista) ha lasciato il posto al giornalista Mediaset Alessandro Banfi. Ma questo avveniva prima della crisi più pazza del mondo. Le novità degli ultimi giorni sono che Cuccarini si è vista amputare (causa ascolti deludenti) l’ultima puntata di un’altra trasmissione, Grand Tour, e Lieto, che stava incontrando difficoltà a ricollocarsi, ha appena trovato casa alla trasmissione di Simona Ventura. Ecco uno per cui l’uscita della Lega dal governo sembra essere stata una mano santa.

LE CRITICHE A SANGIULIANO, DIRETTORE DEL TG2

Molti giornalisti trepidano al Tg2, dove il direttore Gennaro Sangiuliano è oggetto da mesi di critiche per la linea smaccatamente filo salviniana (sul tema si è spaccato anche il comitato di redazione della testata. La sua è forse la posizione più a rischio. In particolare è sotto accusa il programma di approfondimento Tg2 Post, condotto durante l’inverno da Francesca Romana Elisei e nella versione estiva da Maria Antonietta Spadorcia. Difficile che possa andare avanti tale e quale, con o senza il direttore del tg, anche in epoca giallorossa.

Il presidente della Rai Marcello Foa.

MARCELLO FOA NEL MIRINO

Ma a questo punto, visti anche i non entusiasmanti risultati di ascolto dell’insieme delle reti, l’incognita più grande riguarda la posizione del presidente della Rai Marcello Foa, che Salvini volle a tutti i costi l’anno scorso. Il primo colpo lo ha subito a luglio, con il voto contrario dei 5 stelle in Commissione di Vigilanza al mantenimento della presidenza di RaiCom. Ora, in un contesto per lui assai peggiore, si comincia a parlare del potere di revoca del ministro dell’Economia e dell’iniziativa del deputato della Vigilanza Michele Anzaldi (Pd) che mira a invalidare per irregolarità la votazione con cui la Commissione gli diede il via libera l’anno scorso. Si vedrà. Che il presidente ceda le armi senza far resistenza è da escludere. Ma anche che il fronte avverso lo lasci tranquillo e beato. Ne deriva che la Rai ha ottime probabilità di diventare il primo vero terreno di scontro fra maggioranza e opposizione nel paesaggio politico tutto nuovo creato dalla crisi di mezza estate.

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Commenti: 1

  1. RAI2 deve essere reso un tg normale, mi è capitato purtroppo di vederlo, è totalmente fuori controllo. Poi se dite che anche Unomattina deve cambiare, ci credo, un paio di casalinghe mie ex amiche son diventate delle squadriste.

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