Rai, Monti agita le redazioni

Renato Stanco
20/08/2012

L'appello anti-furbi non convince i giornalisti.

Rai, Monti agita le redazioni

A Mediaset, Sky e La7 i giornalisti sono scoppiati una fragorosa
risata. In fondo il problema non li riguarda. Anzi, Enrico
Mentana, direttore del telegiornale della rete controllata da
Telecom Italia media, ne ha approfittato per tirare le orecchie
alla Rai, vero bersaglio della filippica del premier Mario Monti,
confezionando un servizio ironico, ma sufficiente a far capire ai
propri telespettatori che a viale Mazzini il vento è davvero
cambiato.
L’APPELLO DI MONTI. Il presidente del
Consiglio, ospite domenica 19 agosto a Rimini dell’annuale
appuntamento del Meeting di Comunione e liberazione ha infatti
tirato in ballo Viale Mazzini. Ma non si è occupato della
governance o dell’azione del nuovo vertice, peraltro a lui
molto vicino, ma del contenuto dei telegiornali puntando il dito
contro quei servizi del telegiornali della Rai in cui gli evasori
vengono definiti «furbi». «Non si possono dare messaggi,
neanche subliminali, positivi verso modelli che distruggono la
società italiana», ha detto Mario Monti da Rimini. 
COPYRIGHT DEI QUOTIDIANI. E se sul principio
quasi tutti sono d’accordo, sul piano pratico lo sono un po’
meno. Soprattutto perché il copyright della definizione
«furbi» per «evasori» non è certo dei tg, ma dei principali
quotidiani nazionali (dal Corriere della Sera a
Repubblica, passando per la Stampa e il
Sole24Ore), e i telegiornali si sono solo adeguati.
LE «CONSULTAZIONI» DI TARANTOLA. Intanto la
presidente Rai Anna Maria Tarantola ha parlato delle nuove
direttive con il direttore generale, Luigi Gubitosi, che, a sua
volta, ha fatto una rapido giro d’orizzonte con i direttori di
rete e testata. Tutto in modo informale, ovviamente, ma quanto
basta per far sentire la pressione.
IL TG1 SPOSA LA LINEA MONTIANA. E se al
Tgl le parole del premier sono suonate come musica
celestiale – il telegiornale di Alberto Maccari è decisamente
montiano – nelle redazioni del Tg2 e del Tg3
c’è stato più di un semplice gesto di fastidio.
Così mentre Maccari non ha esitato a definire «sacrosante» le
parole del premier, e i direttori Marcello Masi e Bianca
Berlinguer si sono detti d’accordo con l’appello del Prof
– «Penso che gli evasori non siano furbi, bensì mascalzoni, che
costringono chi paga le tasse a pagarle più alte», ha detto la
direttrice del Tg3. «Quello del premier è un buon
suggerimento: certo, la lotta all’evasione spetta al governo
e all’Agenzia delle entrate, ma l’informazione ha il
compito di evidenziare l’evasione come grave reato sociale»
– le rispettive redazioni non hanno ben digerito quella che è
stata vissuta come un’ingerenza da parte del premier.