Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura

Rodrigo Garbo
12/10/2023

Il programma è il fallimento più eclatante della Rai meloniana: ha toccato il fondo con l'1,6 per cento di share. Ma l'ad Sergio è costretto a difendere il conduttore, anche in vista del suo debutto alla guida de L'eredità. Investitori pubblicitari preoccupati perché, tra ascolti miseri e polemiche sulla Gatta nera, l'amico di Giorgia non riesce a sfondare.

Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura

«Conosco solo la parola meritocrazia», diceva, a luglio 2023, Pino Insegno al Corriere della sera commentando il suo chiacchierato ritorno nelle prime file dei palinsesti Rai. Una consapevolezza del significato del termine che non deve avergli regalato giorni sereni visto il rumorosissimo flop del suo programma, Il mercante in fiera, che dopo essere passato da Mediaset alla tivù pubblica in seguito ad anni di stop, è in onda da lunedì a venerdì su Rai2 tra le 19.55 e le 20.30. Un fallimento tale che già dopo i primi giorni di programmazione aveva fatto parlare di ricollocazione, rivisitazione del format, ma anche, e soprattutto, di chiusura anticipata.

Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura
Pino Insegno e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Le novità della Rai meloniana non piacciono al pubblico

Una batosta non indifferente per uno dei conduttori di punta della nuova Rai meloniana. Una Rai piena di novità che al pubblico non piacciono. Sono i numeri a dirlo. Ma ai dirigenti poco importa. Meritocrazia vorrebbe che un programma vecchio, senza guizzi, condotto da un presentatore inviso al pubblico anche perché considerato imposto dalla politica (più precisamente dalla, ops, dal premier Giorgia Meloni), lasciasse spazio alle repliche di qualsiasi serie tivù americana che in passato hanno portato più telespettatori davanti al secondo canale. Invece no.

Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura
Pino Insegno (Getty).

Sergio tutela Insegno in vista del debutto a L’eredità

Roberto Sergio, amministratore delegato della Rai, l’11 ottobre gli ha fatto scudo: «Sono indignato per la violenza mediatica e preventiva nei confronti di Pino Insegno e del suo programma. Insegno ha una storia professionale di 40 anni, è un professionista serio, che ha accettato una sfida in una programmazione molto complessa. Voglio dare una notizia: il suo programma non viene chiuso, vari blog amplificano notizie false e questo è inaccettabile», ha detto. È probabile che venga, quindi, rispolverata l’idea, riportata da TvBlog, di avere concorrenti vip. Magari qualche fan dei “prezzemolini” del piccolo schermo potrebbe essere spinto a collegarsi ogni tanto. D’altronde Insegno va tutelato anche in vista del suo prossimo impegno: L’eredità. Dal primo gennaio 2024 il conduttore si appresta infatti a prendere il testimone di Flavio Insinna in una fascia oraria in cui Rai1 regna, a livello di ascolti, con costanza.

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L’ad della Rai Roberto Sergio (Imagoeconomica).

Il mercante in fiera è sprofondato fino all’1,6 per cento

Investitori pubblicitari state sereni, verrebbe da dire guardando i risultati che l’ex volto della Premiata Ditta porta in dote da Rai2. Un debutto, il 25 settembre, al 3,4 per cento con 638 mila spettatori. La metà dei quali 24 ore dopo non hanno voluto ripetere l’esperienza. E fu subito crollo al 2 per cento. Ma il peggio doveva ancora arrivare: l’1,6 del 3 ottobre dopo una serie di 2,3 e 2,4 passando anche per l’1,9 per cento. Si salvi chi può, insomma. Ed ecco allora il solito trucchetto per provare a contenere i danni: dividere in più segmenti la trasmissione. Ma niente da fare. Il 5 ottobre Il mercante in fiera – Fuori due ha convinto 322 mila persone (1,9 per cento), mentre Il mercante in fiera ha tenuto incollate alla tivù 387 mila teste, pari al 2 per cento. Nei giorni successivi qualche briciolina l’ha guadagnata, ma poca roba.

Nel preserale regna Rai1, Canale 5 sotto di 11 punti

L’11 ottobre, per esempio, nel preserale ha regnato Rai1 col suo Reazione a catena che è oscillato tra 24,8 per cento e il 27,8 per cento. Sotto di 11 punti Canale5 con Caduta libera. Bisogna scendere al 4,1 per cento per trovare C.S.I. Miami di Italia 1 e al 5,7 per Blob su Rai3. Viaggia, invece, al 3,3 per cento Tempesta d’amore di Rete 4. Fanalino di coda Insegno che, presa la linea al 3,5 per cento di Castle, si è portato prima al 2 e poi al 2,7.

Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura
Pino Insegno conduce Il mercante in fiera (Imagoeconomica).

Il mercante in fiera costa 32 mila euro a puntata

La seconda rete 12 mesi fa in quella fascia oraria faceva tutti altri numeri. In onda c’era la serie Blue Bloods che racimolava un mediocre 4 per cento. Che oggi agli investitori deve sembrare El Dorado. Aveva fatto meglio di Insegno anche Drusilla Foer col suo Almanacco del giorno dopo che ha occupato lo slot che oggi è destinato allo sfortunato game show con una prima edizione in onda tra giugno e luglio 2022 e la seconda tra dicembre 2022 e gennaio 2023, portando a casa una media del 4,11 per cento in estate e del 3,4 in inverno. Tutto questo a fronte anche dell’investimento economico che la tivù pubblica ha fatto su Il mercante in fiera che costerebbe a Viale Mazzini 32 mila euro a puntata.

Gatta nera e controversa: la polemica con Ainett Stephens

Senza dimenticare che il programma gode, o soffre, di battage mediatico che dura da mesi. Vuoi per il rapporto ultra ventennale con retrogusto di raccomandazione e polemiche annesse di Insegno con Giorgia Meloni. Vuoi per la controversia sul ruolo della Gatta nera, una sorta di valletta vecchio stile che risultata determinante nelle dinamiche del gioco. A luglio, infatti, il conduttore aveva dichiarato che Ainett Stephens non sarebbe tornata a interpretare quel ruolo dopo averlo fatto nelle precedenti edizioni in onda su Mediaset. La motivazione? «È diventata un po’ più grande. Bisogna sempre cercare di cambiare un minimo le cose perché sono passati 15 anni». Stephens aveva quindi accusato l’ex collega – che non ha voluto scusarsi – di age shaming, dicendosi delusa nel «vedere che ci sono persone che hanno anche loro un’età importante e sono rimaste ancorate ai vecchi retaggi secondo cui le donne a 40 anni sono vecchie».

Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura
Ainett Stephens (da Instagram).

Un mese dopo, la modella Candelaria Solorzano, scelta come nuova e giovane Gatta nera per lo sbarco in Rai del format, è stata scartata dalla tivù di Stato dopo un video pubblicato sui social network in cui sembrava stesse facendo uso di cannabis. Per una gatta che va, un’altra ne arriva. Eccoci, quindi, alla scelta definitiva: Lavinia Abate. Polemiche finite? Certo che no. Perché il personaggio è stato stroncato dai media. Quel suo «richiamo neanche troppo velato al mondo del bondage», secondo Mario Manca di Vanity Fair, andrebbe contro i valori della nuova Rai «che si impegna a tramandare il concetto della famiglia tradizionale pura e retta propagandato dal governo in carica». Inoltre, come sottolineato dallo stesso Manca e da alcuni colleghi, l’immagine di una donna bella e muta sarebbe fuori tempo massimo. Eppure a mandarla in onda è proprio il servizio pubblico.