Rai, il M5s non sarà al sit-in organizzato dal Pd per la libertà di stampa: «Serve una riforma»

Redazione
29/01/2024

Barbara Floridia, senatrice pentastellata e presidente della commissione di Vigilanza, ha annunciato che il partito di Giuseppe Conte non parteciperà alla manifestazione. E ha sottolineato l'esigenza «sedersi attorno a un tavolo e discutere di una legge organica» per «superare lo stallo».

Rai, il M5s non sarà al sit-in organizzato dal Pd per la libertà di stampa: «Serve una riforma»

Il Movimento 5 stelle non sarà al fianco del Pd, il 7 febbraio, al sit-in davanti alla sede Rai voluto dai dem per manifestare in difesa della libertà d’informazione. Lo ha spiegato, anticipando la mancata partecipazione, la senatrice Barbara Floridia. Con un lungo post su Facebook, la presidente della commissione di Vigilanza Rai ha spiegato che «ogni forza politica agisce come ritiene più opportuno ma qui il problema è strutturale e va affrontato in sede di riforma, così come va affrontato quello della trasformazione dell’informazione e del contrasto alle fake news».

Floridia: «Pressioni sulla Rai? Consolidate con la legge Renzi»

La senatrice ha iniziato il suo lungo post su Facebook parlando di una discussione sulla Rai che «bra portarci indietro di almeno vent’anni. È un eterno déjà vu. Da un lato c’è chi è accusato di “occupare” il Servizio Pubblico, e dall’altro chi organizza manifestazioni di protesta. In mezzo c’è sempre chi sbandiera fantomatiche riforme, il famoso “modello BBC”, buono per tutte le stagioni e anche per rilasciare dichiarazioni estemporanee». Poi ha spiegato che «la pressione politica e partitica sulla Rai non è un fenomeno che nasce con Giorgia Meloni, ma è radicato nei decenni e si è consolidato definitivamente con la legge Renzi approvata dal Pd nel 2015. Meloni sta facendo quello che la legge le consente e che gli altri, ad eccezione del Movimento 5 Stelle, hanno fatto quando erano al governo. Il dramma è che con Giorgia Meloni le conseguenze della politicizzazione della Rai si vedono anche in termini di ascolti e di affezione del pubblico».

Rai, il M5s non sarà al sit-in voluto dal Pd per la libertà di stampa «Serve una riforma»
La senatrice del Movimento 5 stelle Barbara Floridia (Imagoeconomica).

Il «no» del M5s al sit-in al fianco del Pd

Floridia ha proseguito, annunciando il «no» del Movimento 5 stelle al sit-in indetto dal Pd. E ha spiegato le motivazioni, parlando appunto di «problema strutturale» che «va affrontato in sede di riforma». Ma questa riforma non dipende soltanto dalle opposizioni: «Pensare di strutturare una proposta di riforma coinvolgendo esclusivamente le forze politiche di opposizione ci porterebbe ad un nuovo vicolo cieco. Sarebbe come fare i conti senza l’oste. Riformare e tutelare il Servizio Pubblico deve essere un interesse condiviso e serve la partecipazione paritaria di tutti. In commissione di vigilanza sì è avviato anche su mia iniziativa un percorso condiviso, che vede d’accordo e coinvolte tutte le forze politiche. Abbiamo iniziato un lavoro di consapevolezza e confronto con il coinvolgimento di esperti, società civile, stakeholder. È lì che i partiti devono fare il sit-in, nel senso di sedersi e confrontarsi all’esito di un percorso di studio e di approfondimento che è indispensabile e che è nostro dovere svolgere anche se non ci porta sulle pagine dei giornali».

Floridia: «Prossimi passi? Superare lo stallo con una legge»

L’ultimo punto del lungo post ha riguardato i prossimi passi: «Oltre ai consueti strumenti di indirizzo e vigilanza a disposizione dei commissari promuoviamo nella Commissione una serie di audizioni molto puntuali che dovranno condurre i partiti a sedersi attorno a un tavolo e a discutere di una legge organica di riforma che parta dalla prossima legislatura e possa superare definitivamente lo stallo attuale. Gli Stati Generali, dopo questa fase istruttoria, serviranno proprio a questo. Lì destra e sinistra dovranno necessariamente gettare la maschera e dire agli italiani se, al di là di queste schermaglie che contano il giusto, vogliono veramente riformare il Servizio Pubblico o continuare ad alternarsi nel ruolo di “occupanti” e di contestatori. Diamoci questo orizzonte immediatamente dopo le europee. Lì la commissione avrà già svolto un lavoro istruttorio importante e i partiti non avranno scuse per non sedersi al tavolo e fare un discorso serio, organico e soprattutto davvero nell’interesse di tutti i cittadini».