Ramadan, a Milano Scola dimenticato dagli islamici

Redazione
19/08/2012

Oltre 10 mila cittadini di religione musulmana hanno preso parte all’Arena Civica di Milano alle celebrazioni per la fine del...

Ramadan, a Milano Scola dimenticato dagli islamici

Oltre 10 mila cittadini di religione musulmana hanno preso parte all’Arena Civica di Milano alle celebrazioni per la fine del Ramadan.
Una festa che, dopo le polemiche dei giorni scorsi per l’annunciata assenza del sindaco Giuliano Pisapia, lontano da Milano per le vacanze, è destinata ad alimentarne altre.
Dal palco, dopo la preghiera guidata dall’imam Abdelfattah Mourou e l’intervento dell’assessore Cristina Tajani, che ha parlato a nome del sindaco, non è stato fatto alcun cenno al messaggio inviato dal cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano.
Alla festa era presente don Giampiero Alberti, responsabile del dialogo interreligioso che ha spiegato: «Ho consegnato il messaggio e Davide Piccardo, il portavoce del Caim (Coordinamento associazioni islamiche milanesi) lo ha messo in tasca. Mi dispiace che si sia persa un’occasione per mostrare tanti anni di collaborazione». 
Piccardo ha ribattuto che alla festa sono state invitate solo le istituzioni e che i messaggi ricevuti sono stati tanti.
SCOLA: «BASTA ODIO». «Insieme», si legge nella lettera del cardinale «dobbiamo cercare di smentire chi accusa la religione di fomentare disordini, guerre, razzismo e inciviltà. Per questo occorre smascherare chi, strumentalizzando la fede, spinge i giovani all’odio e alla violenza verbale, morale e fisica».
E anche la diocesi di Milano, ha ricordato, «sollecitata dall’intenso fenomeno migratorio dai Paesi dell’Africa del Nord» si è impegnata nella conoscenza reciproca da tempo, come dimostra il discorso alla città che l’allora arcivescovo Carlo Maria Martini tenne nel 1990 dal titolo Noi e l’Islam
«Cari fedeli musulmani», ha aggiunto «voi state concludendo il tempo santo del digiuno che tempra lo spirito e il corpo (ancor più affaticato in questo periodo estivo) per sottometterli alla divina volontà. Desideriamo che sentiate la vicinanza della nostra preghiera e attenzione».