Cosa dice il rapporto Isrpa-Snpa sullo stato dell'ambiente

Cosa dice il rapporto Isrpa-Snpa sullo stato dell’ambiente

27 Febbraio 2019 10.37
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Il 75% dei fiumi italiani è in buono stato, il 7% non lo è il 18% non è stato classificato. In buone condizioni il 48% dei laghi e più del 50% delle acque costiere (54,5%). Bene i Distretti delle Alpi orientali, dell'Appennino Centrale e della Sardegna con un numero di corpi idrici in buono stato pari a circa l'80%. Sono solo alcuni dei risultati contenuti nel rapporto annuale del Snpa (Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, formato dalle Arpa regionali e dall'Ispra), presentato il 27 febbraio a Roma e relativo al 2017.

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AUMENTA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, SUPERATA LA METÀ DEI RIFIUTI

Nella ricerca si compie anche un focus sui rifiuti, in particolare si evidenzia l'aumento percenutale della raccolta differenziata che nel 2017 ha superato la metà raggiungendo il 55,5% della produzione nazionale. In valore assoluto, nel 2017 la differenziata è arrivata così a circa 16,4 milioni di tonnellate, aumentando di poco più di 600 mila tonnellate rispetto al 2016. Il rifiuto urbano indifferenziato è diminuito di 1,1 milioni di tonnellate tra il 2016 e il 2017. Nel 2017, la produzione nazionale dei rifiuti urbani in Italia si è attestata a 29,6 milioni di tonnellate, con una riduzione dell'1,8% rispetto al 2016 (-534 mila tonnellate). Tra il 2006 e il 2010 la produzione si era mantenuta costantemente al di sopra dei 32 milioni di tonnellate.

ALLARME ROSSO SUI LIMITI PM10

Resta molto alto il livello di guardia sulla qualità dell'aria. Nel 2017 sono stati infatti sforati in gran parte del territorio italiano i limiti giornalieri di PM10 previsti, in particolare nelle regioni del bacino padano (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) e in Campania. L'andamento delle concentrazioni del particolato PM10 nel medio periodo (2008-2017) è generalmente decrescente, si legge nel rapporto, tuttavia nel 2017 i limiti previsti dalla normativa non sono stati rispettati in gran parte del territorio nazionale. I superamenti interessano anche, con frequenza e diffusione minore, il Friuli (Pianura, Pordenone e Provincia), la Toscana (provincia di Lucca e di Pistoia), il Lazio (Valle del Sacco) e l'Umbria (Conca Ternana). In questi casi gli sforamenti sono per lo più limitati a specifiche aree, dove esistono localmente fonti emissive significative e condizioni meteorologiche che favoriscono l'accumulo degli inquinanti.

OGNI GIORNO CONSUMATI ALMENO 14 ETTARI DI SUOLO

Situazione difficile anche per quanto riguarda il consumo di suolo in Italia, che continua a crescere, pur segnando un importante rallentamento negli ultimi anni: tra il 2016 e il 2017 le nuove coperture artificiali hanno riguardato circa 5.200 ettari di territorio, in media poco più di 14 ettari al giorno. Un calcolo che vede circa 2 metri quadrati di suolo persi irreversibilmente ogni secondo. Dopo aver toccato anche gli 8 metri quadrati al secondo degli anni 2000, e il rallentamento iniziato nel periodo 2008-2013 (tra i 6 e i 7 metri quadrati al secondo), il consumo di suolo si è consolidato negli ultimi tre anni, con una velocità ridotta. Il sensibile rallentamento – ha osservato lo studio – è probabilmente dovuto all'attuale congiuntura economica, più che a una reale aumentata sensibilità ambientale verso le problematiche della conservazione del suolo.

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