Samuele Cafasso

Blackstone fa litigare Cairo e Intesa

Blackstone fa litigare Cairo e Intesa

13 Dicembre 2018 16.18
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C'eravamo tanto amati: la guerra sferrata da Urbano Cairo al fondo Blackstone sulla vendita dell'immobile di Via Solferino guasta i rapporti tra l'editore del Corriere della Sera e Intesa Sanpaolo. Pare in particolare che ad andare su tutte le furie sia Gaetano Miccichè, presidente di Imi, l'investment banking di Banca Intesa, che tra l'altro, siede anche nel board di Rcs. Era inevitabile che finisse così: la decisione dell'imprenditore di Alessandria di avviare un arbitrato per annullare la vendita dello stabile nel 2013 per 120 milioni di euro chiama in causa chi quella vendita la promosse e la seguì. Da questo punto di vista, Intesa San Paolo è coinvolta in massima parte: come azionista e grande creditore della casa editrice (nel 2013) e poi come proprietaria di Banca Imi, che dell'operazione di vendita fu advisor.

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Quella che era partita dunque come una disputa finanziaria transnazionale, diventa uno scontro che scompagina le alleanze finora consolidate nei salotti finanziari nazionali. Intesa, infatti, è stata la banca che ha appoggiato e reso possibile la scalata di Cairo a Via Solferino nel 2016, mentre Mediobanca faceva blocco con Andrea Bonomi, Diego Della Valle, UnipolSai. Di più: sarebbe stato proprio Micciché, convinto com'era che la casa editrice avesse bisogno di un editore unico e puro per poter ripartire, a presentare Cairo a Giovanni Bazoli, che degli equilibri interni alla casa editrice era stato garante per conto degli Agnelli-Elkann e che, ai tempi, era in cerca di una figura che li sostituisse.

L'AFFITTO TROPPO ALTO E LE CAUSE INCROCIATE

Ma, d'altra parte, la vendita dello storico immobile a Cairo non era mai andata giù: nel 2013 lui era solo un piccolo azionista di Rcs, però si oppose alla vendita insieme a Diego Della Valle, mentre Intesa e le altre banche premevano per andare avanti. Quando è trapelata la notizia che Allianz era disposta a pagare più del doppio – tra i 250 milioni e i 300 – per aggiudicarsi l'immobile, la sua reazione è stata furente. Ma la lettera in cui i legali avviano l'arbitrato ipotizza, tra le altre cose, che ai danni della casa editrice vi sia stata usura. Accuse gravi a cui Blackstone ha risposto citando Rcs in tribunale a New York con l'accusa di estorsione, anche perché, quando si è aperta la controversia, Allianz ha fatto un passo indietro. I legali di Rcs, tra i motivi portati a supporto della richiesta di nullità della vendita del 2013, citano la sproporzione tra l'affitto pagato annualmente per l'occupazione degli spazi dove si trova la redazione del Corriere (10,3 milioni di euro l'anno) e il valore dell'immobile. Un quadro complessivo che, se getta una cattiva luce sul compratore, che già chiede i danni, finisce per portare sul banco degli accusati anche chi ha organizzato e deciso la vendita.

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