Rcs, nodo debito: ipotesi socio internazionale

Redazione
23/08/2012

L’aumento di capitale non rappresenta la sola strada a disposizione di Rcs per ridurre l’indebitamento, salito a 1 miliardo di...

Rcs, nodo debito: ipotesi socio internazionale

L’aumento di capitale non rappresenta la sola strada a disposizione di Rcs per ridurre l’indebitamento, salito a 1 miliardo di euro a metà del 2012.
All’ordine del giorno c’è anche il rafforzamento della struttura del capitale dopo che il patrimonio netto della capogruppo è sceso da 717 a 336 milioni a causa delle svalutazioni della controllata spagnola Unidad Editorial.
IPOTESI AUMENTO DI 400 MLN. A sostenerlo sono gli analisti di Mediobanca, che del gruppo editore del Corriere della Sera è anche il primo azionista con il 14,2%, dopo le indiscrezioni di Milano Finanza secondo cui il nuovo amministratore delegato Pietro Scott Jovane starebbe valutando un aumento da 400 milioni di euro, accompagnato da un accorpamento delle azioni.
RIDURRE IL DEBITO DI 450 MLN. Mediobanca ha identificato tre operazioni di valorizzazione di asset che, se realizzate, potrebbero ridurre il debito di quasi 450 milioni.
Senza considerare la quarta freccia che il management di Rcs, a detta di Piazzetta Cuccia, avrebbe al suo arco: la ricerca di un partner industriale internazionale per il gruppo.

L’ultima opzione è quella di aprire il capitale a un partner industriale internazionale

Nonostante la prossima vendita di Flammarion, si legge nel report di Mediobanca, «la nuova svalutazione delle attività spagnole mette ulteriore pressione sul bilancio del gruppo ed Rcs ha sempre più bisogno di rafforzare la sua solidità patrimoniale». 
Tuttavia «non pensiamo che un aumento di capitale sia una strada obbligata in quanto altre tre strade che permetterebbero al management di ridurre significativamente il debito», si legge nel documento.
TRE MISURE SUL TAVOLO. La prima è cristallizzare il valore della storica sede di Via Solferino, valutata in modo conservativo circa 210 milioni. 
La seconda consiste nell’esplorare l’opzione di un partner di minoranza per Unidad Editorial. Dalla vendita di una quota del 40% Rcs potrebbe incassare almeno 170 milioni. 
Infine si potrebbe cedere Dada, che se venduta a 4,35 euro ad azione, porterebbe a una riduzione del debito di 64 milioni. 
Complessivamente le misure valgono poco meno di 450 milioni di euro, poco più del valore dell’ipotetico aumento che potrebbe non piacere a tutti i soci del folto patto che governa Via Solferino. 
OPZIONE PARTNER INTERNAZIONALE. C’è infine una quarta ipotesi che Mediobanca lascia per ultima, quasi fosse un’extrema ratio: «in aggiunta crediamo che il management possa esplorare l’opzione di aprire il capitale a un partner industriale internazionale». 
Ad ogni modo a Piazzetta Cuccia ritengono che una riduzione del debito di 400 milioni sia un’assunzione corretta anche se è troppo presto per dire quale sarà la strada che il management seguirà per rafforzare la struttura del capitale.
Molti aggiornamenti sono attesi nei prossimi due mesi, quando i giochi su Rcs entreranno nel vivo. 
PRONTO PIANO INDUSTRIALE. A ottobre l’assemblea di Rcs si riunisce per adottare gli opportuni provvedimenti ai sensi dell’articolo 2446 del codice civile, quello che disciplina le attività da compiere in caso di riduzione di oltre un terzo del capitale per perdite.
«Con la proposta di rinviare tali provvedimenti a data da proporsi dal Consiglio in connessione all’approvazione di un Piano per lo sviluppo», aveva spiegato il gruppo in occasione della presentazione dei conti.
Rcs sta infatti lavorando a un piano industriale «con linee guida e strategie adeguate alle nuove sfide del mercato legate sia al difficile contesto economico che alle criticità dei prodotti tradizionali, puntando con determinazione a una innovativa logica editoriale e di sistema».