Reati di amici

Redazione
20/12/2010

di Alessandro Carlini Furti con scasso, stupri e anche omicidi. Il numero dei crimini collegati all’uso di Facebook è in...

Reati di amici

di Alessandro Carlini

Furti con scasso, stupri e anche omicidi. Il numero dei crimini collegati all’uso di Facebook è in costante aumento nel Regno Unito. Si va dalle abitazioni che sono state svaligiate da topi d’appartamento che hanno seguito sul profilo della vittima i suoi spostamenti, grazie alla “mania” di aggiornare continuamente lo status, mettendo ogni sorta di particolare. Fino alle persone stuprate o addirittura uccise dopo che avevano conosciuto il loro carnefice sulle pagine del social network e avevano deciso di incontrarlo.

Nel 2009, più di 100 mila casi in esame

Il tabloid britannico Daily Mail ha rivelato che negli ultimi tre anni c’è stato un aumento fino al 7 mila % dei reati compiuti con l’ausilio di Facebook. Per compilare il suo censimento, il Mail si è rivolto a 16 commissariati di polizia del Regno Unito sommerse dai casi associati al social network: sono stati più di 100 mila l’anno scorso, contro i 1.411 del 2005. Come ha spiegato il tabloid, questo non significa che il sito sia responsabile per ciascuno di questi crimini ma che possa essere usato come strumento per delinquere.
AVVISI AI NAVIGANTI. Allo stesso tempo, la polizia, oltre alle compagnie d’assicurazione e agli esperti di sicurezza, sta cercando con una serie di avvisi di rendere gli utenti consapevoli dei rischi che corrono, consigliando loro di pubblicare sul sito pochi particolari della propria vita.
Ma nonostante questi avvertimenti la gente continua a riempire i propri profili dicendo quanto si tratterrà all’estero, a mettere l’indirizzo di casa per gli invitati a un party, il tipo di oggetti (spesso costosi) appena comprati, o particolari sulla loro vita sessuale. Insomma, tutte informazioni che, insieme ai commenti degli amici, possono attrarre anche i malintenzionati.

Vittime adescate in Rete

Sono diversi i casi di reati raccontati dal tabloid. Come quello di Melissa Wedgewood, che è stata subdolamente aggredita dal suo ex ragazzo a causa di una serie di avance fatte sul social network. Melissa è sopravvissuta. Non è stato così per Ashleigh Hall, 17 anni, di County Durham, nell’Inghilterra nord-orientale. Aveva accettato l’amicizia di un 33enne, Peter Chapman, che dopo tante ore in chat le aveva chiesto di incontrarla. Chapman si era finto un 17enne ma alle sue spalle aveva un passato di violentatore. Con Ashleigh non si è limitato allo stupro ma l’ha anche uccisa.
ATTENZIONE ALLO STATO. La compagnia d’assicurazione Co-operative ha rivelato che il 36% degli utenti regolarmente comunicano sui siti di social network quando sono fuori casa. Nel Regno Unito si sono registrati anche numerosi casi di furti compiuti nelle case degli incauti navigatori che avevano pubblicato il loro indirizzo sul profilo e comunicato che se ne sarebbero andati in vacanza per un po’. Mentre molte famiglie si sono ritrovate la loro abitazione distrutta dopo che il figlio aveva organizzato un party su Facebook, senza selezionare gli invitati.
SPIATI DAL PROFILO. Secondo una ricerca di Legal & General, il 45% degli utenti accetta le amicizie di sconosciuti solo guardando la loro fotografia. «Una volta che fai entrare uno sconosciuto nel tuo account lui può dar vita a quello che chiamiamo social ­engineering: con una serie di domande può raccogliere molti dettagli sulla tua vita», ha detto Jason Hart, vice presidente di Crypto Card Network Security. Da Facebook poi è possibile risalire all’e-mail, dalla quale si possono perfino recuperare i codici delle carte di credito accedendo ai siti di e-commerce che vengono usati più di frequente dalla vittima. Insomma, Facebook può mettere a rischio la nostra vita virtuale e quella reale.