Conte ha detto che l'Italia è in recessione tecnica

Conte ha detto che l’Italia è in recessione tecnica

30 Gennaio 2019 18.04
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LEGGI I DATI DELL'ISTAT CHE HANNO UFFICIALIZZATO LA RECESSIONE

Dopo le preoccupazioni dell'Upb per l'andamento dell'economia italiana e il rischio di tagli alla spesa sanitaria nel 2020-2021, il premier Giuseppe Conte anticipando i dati dell'Istat previsti per il 31 gennaio ha ammesso che l'Italia è entrata in recessione tecnica: «Mi aspetto un'ulteriore contrazione del Pil nel quarto trimestre del 2018, probabilmente verrà ufficializzata domani dall’Istat». Considerando il -0,1% già certificato dall'istituto di statistica nel terzo trimestre, due periodi consecutivi con il segno meno davanti significano appunto recessione tecnica. Fonti di governo hanno poi precisato: «La nostra manovra è entrata in vigore meno di un mese fa. Reddito di cittadinanza e quota 100 produrranno i loro effetti da aprile. È evidente a chiunque che la recessione tecnica del terzo e quarto trimestre 2018 è il risultato di fallimenti del passato. Noi siamo qui per invertire la rotta e lo stiamo facendo».

Il mio intervento in diretta da Assolombarda, Milano

Geplaatst door Giuseppe Conte op Woensdag 30 januari 2019

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LA SPERANZA DI UN RISCATTO NEL SECONDO SEMESTRE 2019

«Abbiamo dati congiunturali che non sono favorevoli», ha spiegato Conte a Milano di fronte alla platea di Assolombarda, «non dobbiamo girare la testa dall'altra parte ma il dato positivo è che non dipende da noi, bensì da fattori esterni come la Cina e la Germania, che è il nostro primo Paese per l'export» e la cui crescita ha perso slancio. E se nei primi mesi del 2019 «stenteremo», secondo il premier «ci sono tutti gli elementi per sperare in un riscatto soprattutto nel secondo semestre, lo dice anche il Fondo monetario internazionale. L'economia crescerà e dobbiamo lavorare insieme, progettare gli strumenti per far crescere l'economia in modo robusto e duraturo».

TRIA SI DICE TRANQUILLO SULLA TENUTA DEL DEBITO

Conte ha quindi ripercorso l'iter della legge di bilancio: «Con la manovra ci siamo spinti un po' oltre, ci ha portato vicini a una zona pericolosa, ma siamo riusciti a evitare una procedura di infrazione. Quel periodo ormai è alle spalle e adesso serve un periodo di sperimentazione su cui dobbiamo confrontarci». Lo scenario recessivo non sembra invece preoccupare il ministro dell'Economia, Giovanni Tria: «Non drammatizzerei, non credo che cambi molto per la situazione italiana. Credo che il nostro debito sia un buon affare. Ha rendimenti buoni e viene riconosciuto come un debito sicuro, una volta dissipati i dubbi sulla nostra partecipazione in Europa».

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