Record d’aiuti ai poveri

Delia Cosereanu
06/10/2010

Cento milioni di euro dall'Ue per distribuire cibo gratis.

Record d’aiuti ai poveri

Nel 2009, quasi 4 milioni di poveri italiani hanno ricevuto cibo gratis. Si tratta di un primato che si riconferma per il nostro Paese a cui l’Unione europea (Ue) assegnerà 100,65 milioni di euro per finanziare il proprio piano alimentare 2011 per la distribuzione gratuita di cibo agli indigenti.
La somma destinata all’Italia costituisce quasi un quarto del finanziamento totale distribuito tra 21 partner europei. L’accordo, che vede il nostro Paese ampiamente primo beneficiario davanti a Polonia (75,3 milioni), Spagna (74,7) e Francia (72,7), è stato votato a Bruxelles dal Comitato europeo di gestione per l’agricoltura.

Quasi 4 milioni i poveri in Italia

«Il nostro Paese», ha dichiarato a Lettera43 Vittore Mescia, del Banco Alimentare, fondazione che insieme alla Croce Rossa Italiana (Cri) e Caritas si occupa del sostentamento degli indigenti, «ha sempre ricevuto più fondi rispetto agli altri Paesi europei. Questo è dipeso sia dal grande numero di poveri sul nostro territorio sia dalla buona gestione dei fondi negli anni passati. Noi abbiamo sviluppato una rete in grado di distribuire questo cibo a livello territoriale e di farlo in maniera corretta».
Il fondo europeo viene distribuito da più di 20 anni alle nazioni che ne fanno richiesta. I criteri principali di assegnazione sono il tasso di povertà e la capacità gestionale del finanziamento.
Questo significa che in Italia ci sono più poveri rispetto ad altri Paesi? Secondo i dati dell’Istat, nel 2009 sono state 3,740 milioni le persone in condizione di povertà assoluta. Il 5,2% dell’intera popolazione.
«Non è il dato più alto in Europa», ha spiegato Mescia, «ma i Paesi dove i poveri sono più numerosi, come in alcuni nuovi membri dell’Ue, non hanno ancora partecipato al bando. Questo perché mancano le strutture per la gestione dei soldi. Sicuramente nei prossimi anni cambieranno gli equilibri all’interno dell’Ue e i soldi saranno distribuiti diversamente. Già nel 2010, la Polonia, che fino all’anno scorso non poteva richiedere gli aiuti per questo motivo, oggi è il secondo Paese nella liosta di quelli che ricevono più fondi».

Truffe sotto controllo

Una delle questioni principali dunque è la capacità di gestione dei fondi. E in questo, l’Italia ha struttura organizzativa molto articolata. A livello nazionale, il piano alimentare è gestito dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) che indice dei bandi per assegnare le scorte alimentari. Solitamente si tratta di riso, latte, formaggio, pane, pasta, zucchero e cereali.
«Il passo successivo», ha spiegato Matteo Crivelli, responsabile del programma di aiuto alimentare agli indigenti della Croce Rossa, «è la realizzazione di un censimento delle strutture che abbiano i requisiti per ricevere gli aiuti. Si tratta di un lavoro effettuato sul territorio da Banco Alimentare, Cri e Caritas». I prodotti vengono presi in consegna da questi tre enti caritativi riconosciuti dall’Agea e distribuiti dagli stessi agli indigenti, tramite le loro strutture periferiche diffuse su tutto il territorio nazionale.
Un ingranaggio che funziona da 20 anni, con qualche piccola eccezione, come ha raccontato Crivelli: «È capitato di trovare alcuni prodotti destinati agli indigenti in vendita sui banchi di un mercatino rionale a Genova, ma si tratta di casi isolati. Oltre ai controlli effettuati sul territorio, anche l’etichettatura (“prodotto con commerciabile destinato agli indigenti”) rende difficile la vendita degli alimenti da distribuire gratuitamente ai poveri».

I beneficiari italiani ed europei

Nel 2009, le persone assistite in Italia sono state 2,733 milioni, con Campania, Sicilia e Lazio ai primi posti per il numero di indigenti aiutati (rispettivamente 506, 402 e 325 mila persone). Ma se allarghiamo lo sguardo all’Europa, dove il 17% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, le dimensioni sono diverse: qui sono stati 13 milioni i poveri che hanno beneficiato degli aiuti alimentari gratis nell’ambito dei vari programmi nazionali. Gli ultimi sulla lista degli aiuti europei sono i Paesi scandinavi. I loro poveri sono quelli che ricevono meno fondi dall’Ue. Questo non vuol dire che abbiano meno sostegno. Anzi. Il welfare dell’Europa del Nord è così attento ai bisogni dei cittadini, ricchi o poveri che siano, che scende nella graduatoria dei Paesi bisognosi di finanziamenti europei.