Come si potrà utilizzare il reddito di cittadinanza

Come si potrà utilizzare il reddito di cittadinanza

01 Ottobre 2018 17.15
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Il reddito di cittadinanza «sarà messo su carta elettronica», andrà ai «residenti da almeno 10 anni in Italia» e varrà anche per chi ha la casa di proprietà. A snocciolare le regole in merito all'accesso e all'utilizzo della misura-bandiera del Movimento 5 stelle è stato per primo Luigi Di Maio. Il vicepremier ha detto che «l'ideale sarebbe usare quello che già abbiamo, la tessera sanitaria con il chip». La scelta della carta elettronica, ha spiegato, deriva dal fatto che «questi soldi si devono spendere presso gli esercizi commerciali italiani per far crescere l'economia e limitare al massimo le spese fuori dall'Italia». Cosi, ha aggiunto, «avremo un gettito Iva e Pil superiore alle aspettative perché inonderemo le piccole imprese e i commercianti».

FINO A SEI ANNI DI GALERA PER CHI SGARRA

Uno strumento, il reddito di cittadinanza, che dovrà essere utilizzato con parsimonia e di fronte al quale il governo è pronto a vigilare con attenzione. «Non daremo un solo euro a chi sta sul divano, perché avranno tutta la giornata impegnata per la formazione e lavori di pubblica utilità», ha detto ancora Di Maio. «I destinatari non avranno il tempo di lavorare in nero: se imbrogliano si beccano sei anni di galera per dichiarazioni non conformi alla legge».

UNO STRUMENTO TECNOLOGICO: UTILIZZABILE VIA CARD E APP

In generale, si tratterà di uno strumento tecnologico e totalmente tracciabile. L'idea sarebbe quella di assegnare il reddito senza «passaggio di contanti», ma attraverso carte di pagamento, compreso il proprio bancomat. Nell'esempio illustrato dal viceministro Laura Castelli, «basterà dare il bancomat al fornaio che riconoscerà il codice della tesserina tramite un apposito software e scalerà la cifra dell'acquisto». Un meccanismo simile a quello dei buoni pasto elettronici con la differenza che sarà lo Stato «a ripagare in giornata» i commercianti. La carta servirà per pagare beni di prima necessità e dovrebbe essere «destinata al consumo». Per i pagamenti che richiedono bonifico bancario, come l'affitto di casa, si starebbe invece pensando a una apposita app.

LE CONDIZIONI: TRA LAVORO GRATUITO E LIMITE DI OFFERTE RIFIUTABILI

Per quanto riguarda la platea, si parla di 6,5 milioni di persone. Il reddito personale deve raggiungere i 780 euro, quindi dovrebbe essere erogato per intero a chi parte da zero, mentre per chi ha qualche forma di entrata si tratterebbe di una integrazione. L'accesso potrebbe essere legato all'Isee. In interviste successive Di Maio ha spiegato che non ci sarà nessuna esenzione per le persone che non lavorano ma hanno una casa di proprietà, semplicemente uno sconto sull'assegno calcolato in base ad un cosiddetto "affitto imputato". Per evitare abusi, il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha dato mandato alla Guardia di Finanza di mettere a punto un piano specifico di controlli. Per ottenere il sussidio bisognerà impegnarsi in un percorso di formazione professionale, prestare otto ore di lavoro gratuito a settimana nel proprio Comune e non rifiutare, senza motivo, più di tre offerte di lavoro. Il rafforzamento dei centri per l'impiego è il primo passo essenziale per il funzionamento del nuovo strumento. A oggi infatti, secondo gli ultimi dati Eurostat, in Italia meno di uno su quattro cerca lavoro attraverso le strutture pubbliche, che comunque già non riescono, soprattutto al Sud, a gestire l'attività ordinaria. Per la riforma si punta a utilizzare circa 2 miliardi dai fondi europei.

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