Reddito di cittadinanza, scoperti 73 percettori stranieri senza titolo

Redazione
20/12/2023

Indagine della Guardia di Finanza di Pordenone sui soggiornanti di lungo periodo: l'ammontare dei contributi pubblici erogati ai denunciati che non ne avevano diritto è pari a 433 mila euro.

Reddito di cittadinanza, scoperti 73 percettori stranieri senza titolo

La Guardia di Finanza di Pordenone ha denunciato 73 cittadini stranieri che hanno percepito il reddito di cittadinanza dopo aver falsamente dichiarato di possedere un permesso per soggiornanti di lungo periodo. L’ammontare dei contributi pubblici erogati alle 73 persone denunciate e non aventi titolo è pari a 433 mila euro.

Reddito di cittadinanza, scoperti 73 percettori stranieri senza titolo. L'indagine della Guardia di Finanza di Pordenone.
Controllo della Guardia di Finanza (Imagoeconomica).

Il permesso per soggiornanti di lungo periodo figurava tra i requisiti indispensabili per cittadini extra-Ue.

Tra i requisiti indispensabili stabiliti dalla normativa per accedere al reddito di cittadinanza c’è, per i cittadini provenienti da Paesi non facenti parte dell’Ue, il possesso del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. Per il quale però basta l’autocertificazione: in 73 hanno dichiarato il falso. Il permesso per soggiornanti di lungo periodo è un documento rilasciato appunto ai cittadini extracomunitari che, da almeno cinque anni, posseggano un permesso di soggiorno in corso di validità e siano in grado di dimostrare la conoscenza della lingua italiana, oltre alla disponibilità di un reddito minimo.

Reddito di cittadinanza, scoperti 73 percettori stranieri senza titolo. L'indagine della Guardia di Finanza di Pordenone.
Reddito di cittadinanza (Imagoeconomica).

L’Inps ha revocato il contributo ai cittadini stranieri che ancora lo percepivano

Dopo aver acquisito dall’Inps i dati relativi a questa categoria di percettori, le Fiamme Gialle di Pordenone ne hanno esaminato tutte le dichiarazioni presentate per l’accesso al beneficio, verificando con la locale Questura la corrispondenza tra la tipologia del permesso di soggiorno dichiarata e quella effettivamente posseduta. Alla denuncia alla Procura della Repubblica è conseguita l’attivazione dell’Inps, che ha revocato il contributo a quelli che ancora lo percepivano, avviando l’iter per il recupero delle somme già erogate. Per garantire le pretese erariali, nei confronti dei 73 percettori è stata proposta l’emissione di un provvedimento di sequestro preventivo.