Le istruzioni Inps e il calendario di Poste per il reddito di cittadinanza

05 Marzo 2019 17.25
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A partire da mercoledì 6 marzo è possibile fare domanda per il reddito e la pensione di cittadinanza. Alle indicazioni diffuse dai Caf si accompagnano le rassicurazioni di Poste italiane, che hanno suggerito un calendario in ordine alfabetico per evitare il sovraffollamento degli uffici, e le istruzioni messe a punto dall'Inps. Poste ha spiegato a Lettera43.it che i suoi uffici non rilasceranno moduli: i cittadini interessati dovranno portarli con loro già compilati. Ma nel caso in cui una persona si mettesse in coda e ne fosse sprovvista, sarà cura degli operatori «mettere a sistema tutti i dati» e procedere all'inoltro della domanda per via telematica direttamente all'Inps, senza ulteriori credenziali. «Nessuno sarà mandato via», ripetono dall'azienda. Ma è bene arrivare preparati, aggiungiamo noi, perché se non si è in grado di comunicare agli operatori tutte le informazioni necessarie – quelle richieste dal modulo, per l'appunto – si rischia di fare la fila inutilmente. Il periodo di presentazione per essere inseriti nel programma dal mese di aprile, d'altra parte, è compreso tra il 6 e il 31 marzo. Ecco perché Poste, come detto sopra, consiglia di seguire un calendario in ordine alfabetico che è già stato comunicato al pubblico con appositi cartelli. Ciò non toglie che le domande presentate in un giorno diverso da quello consigliato saranno comunque accettate allo sportello.

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L'altro grande ente protagonista della gestione del reddito di cittadinanza, ovvero l'Inps, ha diffuso un breve comunicato che sintetizza le «istruzioni per la presentazione delle domande per il reddito e la pensione di cittadinanza». L'istituto ha richiamato le tre modalità con cui è possibile fare richiesta:

E ha ricordato a tutti i cittadini interessati che prima di fare domanda occorre aver presentato la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) finalizzata al rilascio dell'attestazione Isee. Non è tuttavia necessario allegare alla domanda alcun documento, nemmeno l’attestazione Isee, perché quest'ultima «verrà abbinata alle domande in modalità telematica direttamente dall’Inps». L'istituto verificherà la sussistenza dei requisiti e provvederà conseguentemente ad accogliere oppure a respingere le richieste. Se la procedura andrà a buon fine la palla passerà nuovamente a Poste italiane, che inviterà i beneficiari del sostegno presso i propri sportelli per il ritiro della card. L'Inps, infine, trasmetterà alle Poste «il flusso degli ordinativi di accreditamento» già dal 15 aprile, «in anticipo rispetto a quanto originariamente programmato». Le tappe dell'iter per l'emissione della card sono riassunte nella slide pubblicata qui sotto.

COSA SI PUÒ COMPRARE CON LA CARD

Il ministero del Lavoro, intanto, sta ragionando su quali spese autorizzare con la card. Beni alimentari negli esercizi convenzionati e spese in farmacie con lo sconto del 5%, bollette di gas e luce, un prelievo mensile in contanti entro il limite di 100 euro per un single (incrementato in base al numero dei membri del nucleo familiare) e un bonifico mensile per l'affitto o per la rata del mutuo sono già inclusi. Ma l'elenco completo delle spese andrà definito entro la fine del mese aprile, quando secondo la tempistica indicata dall'Inps saranno effettivamente distribuite le prime tessere. Al ministero si sta ragionando, per esempio, sulla possibilità di includere anche quelle per l'abbigliamento. Rimane invece vietato l'utilizzo del beneficio per i giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità.

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