Solo un terzo di chi avrà il reddito di cittadinanza cercherà lavoro

05 Marzo 2019 08.25
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Due terzi delle persone che accederanno al reddito di cittadinanza non dovranno firmare il patto per il lavoro, cioè l'assegno non sarà erogato in funzione dell'inserimento di questi nel mercato occupazionale. Si conferma così la natura ibrida di questo ammortizzatore sociale, più strumento per la lotta alla povertà che assegno di disoccupazione. I dati sono dell'Istat che ha ha presentato la sua simulazione in audIzione alla Camera sul decretone. La platea di persone interessate al reddito di cittadinanza è di 2,7 milioni di individui. Di questi, sono occupabili 897mila persone, oltre la metà tra i 45 e i 64 anni. La stragrande maggioranza è scarsamente scolarizzata: licenza media o nessun titolo di studio. In prevalenza Si tratta di disoccupati (492mila) e casalinghe (373mila). Gli extracomunitari sono circa 100mila.

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AL SUD ASSEGNI PIÙ ALTI E PIÙ NUMEROSI

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, Istat stima che 752 mila famiglie potenzialmente beneficiarie si trovi nel Mezzogiorno, 333 mila al Nord e 222 mila al Centro. Rispetto alla platea totale delle famiglie, quindi, potrebbe beneficiare del reddito di cittadinanza il 9% delle famiglie che abitano nel Sud Italia, il 4,1% al Centro e l 2,7% al Nord. Per effetto della diversa composizione familiare, inoltre, gli assegni sarebbero più alti al Sud (5.182 euro di media) che non al Nord (4.853) e al Centro (4.919).

I SINGLE SI PRENDONO LA MAGGIOR PARTE DEGLI ASSEGNI

Un altro dato interessante riguarda la composizione familiare: per effetto delle scale di equivalenza utilizzate (ovvero i moltiplicatori che calcolano il reddito sotto il quale si ha diritto all'assegno in base al numero di componenti del nucleo familiare), risultano avvantaggiati i single, che costituiscono il 47,9% delle famiglie beneficiarie. Le coppie con figli minorenni sono il 19,6%, 11,2% le coppie senza figli, 4,9% le coppie con figli adulti, 7,5% monogenitori con figli minorenni e 5,8% monogenitori con figli adulti. Questo è un problema di non poco conto essendo i minori le persone che in Italia soffrono di più di povertà assoluta: il 12,1%.

LE AUDIZIONI AL PARLAMENTO: SI PARTE CON L'ALLEANZA CONTRO LA POVERTÀ

Il 6 marzo, intanto, le Commissioni riunite Lavoro e Affarsi sociali, svolgono le audizioni dell'Alleanza contro la povertà, la Federazione italiana organismi per le persone senza dimora e la Comunità di Sant'Egidio. Subito dopo è la volta dell'Inps, l'Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro (Anpal), l'ufficio parlamentare di Bilancio e quindi i rappresentanti della Conferenza episcopale italiana.

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