Referendum in Veneto, sconti sulla Spa a luci rosse per chi vota

Referendum in Veneto, sconti sulla Spa a luci rosse per chi vota

17 Ottobre 2017 06.00
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In Veneto la storia gira già da una settimana, anche se i giornali locali l'hanno solo fatta intendere con frasi maliziose. Da quando Roberto Agirmo, imprenditore indipendentista e titolare di un'agenzia di viaggi, ha lanciato insieme con l'amico Samuel Guiotto, che ha invece un agenzia di pompe funebri, l'iniziativa «In ogni caso… buon viaggio» per portare più persone possibili al referendum del prossimo 22 ottobre, non si fa che parlare della vacanze in un casino in Austria, dal nome inequivocabile per chi mastica un po' di inglese: il Wellcum. L'offerta dei due è stata già ampiamente reclamizzata, persino sul Corriere della Sera e nella trasmissione Un Giorno da Pecora. Agirmo e Guiotto hanno un ruolo direttivo nel gruppo Indipendenza noi Veneto-Grande Nord e avrebbero trovato questo modo originale per invogliare i veneti ad andare ai seggi. Hanno lanciato un volantino congiunto, per pubblicizzare le rispettive promozioni: «Portaci il certificato di voto vidimato del referendum per l’autonomia del Veneto e…». E sul volantino promettono sconti e ribassi dal 10 al 20% ai clienti che andranno a votare, fino all’augurio finale dei due imprenditori: «In ogni caso… buon viaggio».

MALUMORI NELLA LEGA. Ma se nell'ultima settimana si è molto parlato degli sconti sulle pompe funebri (persino Massimo Gramellini se ne è occupato sul Corriere), in realtà in pochi hanno voluto parlare delle possibilità offerte dalla Info Vacanze di Marcon, in provincia di Vicenza. Del resto basta andare sul sito internet dell'agenzia e sulla homepage compare in bella vista la "Spa for man" austriaca, con una "mission" più che mai esplicita: «Fin dai vostri primi passi all’interno del Wellcum noterete che il nostro club non ha nulla in comune con un normale bordello. Vogliamo dare il giusto valore ad ogni dettaglio. Su una superficie di 7.000 m² vi offriamo tutto cio’ che un uomo possa desiderare – un divertimento mai provato prima». Sul sito veniamo.it, c'è la possibilità poi di vedere anche le donne del posto. Una proposta che sta creando anche un coro di critiche nello stesso Carroccio.

Stefania Piazzo, ex caporedattrice della Padania, ha firmato un duro articolo contro l'iniziativa di Agirmo e Guiotto. "Indipendenza e schei" scrive la Piazzo sul giornale Indipendenza Nuova: «Dateci l’autonomia, da vivi (in ferie) o da morti. Se voti al referendum e vuoi andare in vacanza, oppure hai il morto in casa, ti sconto il funerale. O le prossime vacanze. Un viaggio, o di qua o nell’aldilà per la causa dell’autonomia. Siamo nel Nord degli indipendentisti veneti, dove, per la causa, tutto si capitalizza, la vita e la morte. Sparagnare (risparmiare) e fare soldi. Una “fabbrichetta” elettorale, per un obiettivo etico, s’intende: vincere il referendum». E ancora: «Vota e poi muori felice, oppure, vota e muori in pace. Spesso infatti si scopre che fanno votare i morti. Qui invece è un’altra storia. Votano i vivi premiati se portano in dote il morto. E poi c’è la vacanza. Anzi, tante vacanze».

LA RISPOSTA DI ARGIMO. Argimo ha risposto per le rime nei commenti: «Si può chiaramente obiettare sul “buon” gusto dell’iniziativa, se poi la si legge come esca per i media io vado fiero del risultato! Badi bene, non ho mai messo in preventivo che questa iniziativa potesse arrecarmi un vantaggio economico». Sarà. In ogni caso l'accordo tra il centro Wellcum e il Network Gruppo Info Vacanze di Marcon è del 3 luglio scorso. Si legge sulla Nuova Venezia: «I clienti dell’agenzia avranno l’ingresso al centro benessere ed, eventualmente, il soggiorno nel vicino albergo». Così, acquistando i servizi nelle agenzie, gli interessati, sia soli che in compagnia, potranno usufruire dei benefici previsti. «La struttura ha vasche idromassaggio», tenne a ribadire il direttore vendite Italia di Wellcum Cristiano Fabris, «saune aperte e chiuse, piscina esterna riscaldata, angoli privati e abbiamo servizi dove nulla è lasciato al caso». L’obiettivo è sdoganare un certo tipo di turismo: all’interno c’è pure un cinema erotico: «Quando ci è stata proposta questa intesa nazionale», spiegò Agirmo, «abbiamo cercato di valutare cosa potesse significare fare un’operazione simile e, notando l’ascesa di questo mercato, abbiamo deciso di percorrere questa strada». Dal sesso al referendum fino alla tomba il passo è breve. Meglio cogliere l'occasione.

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