Regionali Molise, No di Di Pietro al centrosinistra

Redazione
09/03/2018

Colpo di scena a Montenero di Bisaccia: Antonio Di Pietro è tornato nel suo paese natale e in diretta telefonica...

Regionali Molise, No di Di Pietro al centrosinistra

Colpo di scena a Montenero di Bisaccia: Antonio Di Pietro è tornato nel suo paese natale e in diretta telefonica con una tv locale ha rifiutato la candidatura per il centrosinistra alla presidenza della Regione Molise. «No grazie», ha risposto l'ex pm, che era stato indicato dalla coalizione, una sorta di Ulivo.2, come candidato unitario. La doccia fredda al programma 'Moby Dick su TeleMolise. «No grazie», ha risposto Di Pietro a una domanda sulla candidatura, «sono arrivato da poco per potare l'olivo e devo sistemare la campagna».

MANCAVA SOLO L'ANNUNCIO UFFICIALE. Poche parole per gelare la coalizione. Secondo indiscrezioni, però, Di Pietro avrebbe comunicato già nel pomeriggio il suo rifiuto motivandolo con la sensazione di non sentire la piena fiducia di LeU. Un aspetto smentito dai vertici dell'Ulivo.2, come ribadiranno al tavolo del centrosinistra che si riunirà il 10 marzo a Campobasso. Il popolare Tonino doveva essere nelle intenzioni il 'salvatore della patria' dei progressisti e nel campo Pd e degli alleati tutti erano concordi. Mancava solo l'annuncio ufficiale.

NIENTE RICANDIDATURA PER FRATTURA. Invece non sarà l'ex ministro delle Infrastrutture nel secondo governo Prodi (2008) a tentare il miracolo di evitare un nuovo tracollo a vantaggio del M5S e del centrodestra. Niente ritorno clamoroso in politica per chi fu leader dell'Italia dei Valori. Il centrosinistra si trova così ancora in ambasce. Le politiche del 4 marzo hanno disegnato un quadro nuovo e inaspettato per la coalizione uscente del governatore Paolo Frattura (Pd), il quale ha detto che «adesso l'obiettivo è un centrosinistra unito che proponga un programma di legislatura ai cittadini molisani per superare il risultato disastroso del 4 marzo».

MOLTO MALE IL CENTROSINISTRA IL 4 MARZO. Si pensava piovesse, è il senso del dopo voto, ma non che diluviasse a tal punto. È finita 4-1 nei seggi tra M5S e Leu, con centrodestra e centrosinistra clamorosamente fuori dai giochi: grillini al 44,79%, 29,81% il centrodestra e Pd al 15,21%. A tirarsi fuori dai giochi per primo è stato proprio il presidente uscente Frattura, seguito a ruota dal candidato di Leu, l'ex senatore Roberto Ruta, che solo pochi giorni prima delle elezioni aveva già annunciato la sua corsa alla Regione. Tutti e due spingevano per Di Pietro. «Non è Frattura», ha infatti detto Ruta che è stato fortemente critico dell'esperienza del presidente, dal quale si è distaccato dopo aver vinto le regionali del 2013.

SALTATA LA SUA CANDIDATURA PER LE ELEZIONI. La candidatura dell'ex pm e fondatore dell'Idv sembrava essere il frutto di mesi di mal di pancia di parte del centrosinistra molisano e dei molti tentativi di Di Pietro di proporsi come elemento super partes. L'ex pm nelle scorse settimane aveva provato a candidarsi alle politiche come elemento 'unificante' del centrosinistra, proposto in primis dal segretario regionale Micaela Fanelli, ma respinto in sede di composizione delle liste del Pd dal partito a Roma.

PER IL CENTRODESTRA CORRERA' DI GIACOMO. Dopo il gran rifiuto del Pd di riportarlo come indipendente in parlamento Di Pietro aveva persino messo in piedi una lista e un progetto per candidarsi da autonomo alla Regione, ma il ribaltone elettorale ha cambiato di nuovo le carte in tavola. Con Di Pietro «abbiamo raggiunto il nostro obiettivo», aveva detto Ruta, «e cioè consentire unità al centro sinistra nella discontinuità, costruire una storia nuova e diversa». Fino alla doccia fredda del 9 marzo. Il tutto nel giorno dell'endorsement del centrodestra per la candidatura a governatore del giudice di Isernia Enzo Di Giacomo.