La Regione Lazio vuole chiudere il centro antiviolenza Lucha y Siesta

Redazione
10/10/2023

La giunta di centrodestra di Rocca pronta a mettere la parola fine all'associazione che da 15 anni dà rifugio a donne e bambini. Decisione per ora rinviata, vista la richiesta di salvare questa realtà da parte delle opposizioni di centrosinistra. Dal Pd a Ilaria Cucchi, fino alla Cgil, tutti contro Fratelli d'Italia.

La Regione Lazio vuole chiudere il centro antiviolenza Lucha y Siesta

La Regione Lazio è pronta a sfrattare il centro antiviolenza Lucha y Siesta. La giunta guidata dal presidente in quota Fratelli d’Italia Francesco Rocca lunedì 9 ottobre si preparava a mettere la parola fine all’associazione che da 15 anni si occupa e dà rifugio alle donne e ai bambini vittime di violenza. Il provvedimento prevede la revoca della convenzione con Lucha y Siesta e un bando per affidare la gestione. Le attiviste ricordano che negli ultimi nove mesi in Italia ci sono stati 93 femminicidi. Nel caso della casa delle donne, l’approvazione della delibera «per ripristinare la legalità» è stata rinviata ad altra seduta, vista le richiesta di salvare questa realtà da parte dell’opposizione di centrosinistra.

Il palazzo era stato acquistato dalla Regione nel 2021 sotto la guida di Nicola Zingaretti

L’ex immobile Atac, nel settimo municipio, abbandonato e occupato dal 2008, è diventato un presidio di cultura, accoglienza, una famiglia per molte persone. Il palazzo era stato acquistato dalla Regione nel 2021, guidata all’epoca dall’esponente del Partito Democratico Nicola Zingaretti, siglando anche un protocollo per salvare l’esperienza di Lucha y Siesta. La delibera dell’assessora regionale leghista Renata Baldassare, come anticipato da La Repubblica, porrebbe quindi fine a questo percorso, affidando la gestione dell’immobile tramite avviso pubblico. Le donne attualmente accolte saranno spostate – riporta la delibera – in altre strutture regionali. Poi il palazzo dovrà essere ristrutturato e messo a bando.

La consigliera regionale FdI Laura Corrotti: «La revoca non è altro che un atto di buonsenso»

A schierarsi contro la decisione della giunta è stato l’intero centrosinistra, opposizione in Regione e in parlamento, in maggioranza al Comune di Roma: dal Pd a Ilaria Cucchi, fino alla Cgil e alla Casa internazionale delle donne, un coro unanime si è levato. A difendere il lavoro dell’amministrazione regionale è stata la consigliera FdI Laura Corrotti: «La revoca non è altro che un atto di buonsenso», ha spiegato. Ci sarà «una procedura ad evidenza pubblica, dando così la possibilità di partecipare a tutti gli enti e le associazioni iscritte all’albo regionale delle organizzazioni di donne impegnate nel contrasto alla violenza di genere e nel sostegno ai percorsi di uscita dalla violenza, assicurando oltretutto la presa in carico da parte dell’affidatario del servizio delle donne e dei minori già accolti presso la struttura».