Regione, stipendi d’oro

Redazione
22/08/2012

Altro che spending review. Passati indenni nella crisi, gli amministratori regionali sono riusciti a evitare pure la scure dei tagli....

Regione, stipendi d’oro

Altro che spending review. Passati indenni nella crisi, gli amministratori regionali sono riusciti a evitare pure la scure dei tagli. E così i compensi netti dei politici rimangono altissimi. Si va dagli oltre 14 mila euro al mese (considerando il rimborso massimo) del governatore della Lombardia ai 7.500 che la Regione Emilia Romagna versa al presidente. Ovviamente al netto delle tasse.
A svelare gli stipendi d’oro è stato il quotidiano Libero che ha pubblicato i compensi degli amministratori regionali: dai governatori fino ai consiglieri, passando per il presidente del Consiglio regionale, agli assessori e ai capigruppo.
STIPENDI ALTI NONOSTANTE I TAGLI. Orientarsi nei numeri di ogni Regione non è semplice. Anche perché con l’imposizione dei tagli sommata al crescente sentimento anti-Casta, molti enti hanno provato a ridurre gli stipendi. Eppure le indennità e le diarie sono ancora molto generose. E a confermarlo è stato anche il rapporto della Conferenza dei presidenti, pubblicato il 10 luglio.
Si scopre così che esistono Regioni in cui i rimborsi – da sommare allo stipendio mensile – può infatti superare il valore dell’indennità di funzione.
PER FORMIGONI OLTRE 9 MILA EURO. In Lombardia, per esempio, Roberto Formigoni riceve un’indennità di 5.400 euro. Ma a questa – erogata per 12 mesi – vanno aggiunti i rimborsi, la cui cifra può variare dal minimo di 5.866,92 euro al massimo di 9.366,92. «L’indennità netta è di poco più di 12 mila euro al mese per 12 mensilità», aveva confermato a Libero proprio il governatore lombardo, per il quale è quindi previsto il rimborso minimo. Tuttavia Formigoni potrebbe arrivare a ben oltre 14 mila euro nel caso in cui gli fosse corrisposto il rimborso massimo.
INDENNITÀ BASSE, RIMBORSI PIÙ ALTI. Anche perché è possibile ricevere maggiori compensi: basta produrre all’amministrazione le ricevute giustificative per le spese ricevute, «nell’adempimento del mandato».
E nelle Regioni dove le indennità di funzione sono più basse – nella Puglia di Nichi Vendola non si arriva neppure a 5 mila euro – i rimborsi sono più alti: da 7.744,11 euro fino a 9.624,19.

Tra le Regioni più costose Puglia, Piemonte e Sicilia

Se il governatore della Lombardia (con il presidente del Consiglio del Pirellone) è il più ricco tra le 20 Regioni d’Italia, alle sue spalle la situazione dei colleghi non è peggiore. Vendola, nonostante l’indennità di funzione bassa, potrebbe arrivare a 14.500 euro mensili (identica cifra per il presidente del Consiglio della Puglia), mentre in Sicilia lo stipendio netto per il governatore arriverebbe a 14,100 euro. Più contenute le cifre del Piemonte: 14.400 euro al mese tra indennità e rimborso (massimo) per il presidente.
TRENTINO E UMBRIA LE VIRTUOSE. Il Trentino Alto Adige è invece una delle Regioni virtuose che ha applicato forti tagli agli stipendi. Tuttavia gli amministratori è corrisposto un rimborso identico per tutti, 3.200 euro al mese. Cambiano, però, le cifre dell’indennità: per il presidente (della giunta e del consiglio) sono 6.400 euro, per i consiglieri 2.800.
All’opposto, l’Umbria ha scelto di fissare un’identica indennità per tutti (3.700 euro al mese). Ma i rimborsi variano rispetto alla funzione. Così se per i vertici si arriva a circa 4 mila euro, per gli altri è di 2.900.
CONSIDERATI I VALORI IPOTETICI. I dati del rapporto della Conferenza dei presidenti, che per la prima volta ha offerto un confronto tra i costi dei politici regionali, non si riferiscono alle reali buste paga degli amministratori. «I numeri sono elaborati spersonalizzando il dato», è la precisazione che si legge nello studio e riportata da Libero, «e prendendo a riferimento, per il rimborso spese, il valore minimo e massimo teoricamente possibile».

In Puglia l’indennità di fine mandato arriva a 80 mila euro

Ma non è finita qui. La Conferenza dei presidenti ha provato a fare luce anche sull’indennità di fine mandato. Perché oltre allo stipendio mensile comprensivo di rimborsi, per gli amministratori locali, è previsto un trattamento al termine dell’esperienza politica. E non si tratta di cifre irrisorie.
La Puglia è la Regione più generosa. «L’importo netto dell’indennità di fine mandato è di 80 mila euro da moltiplicare per il numero di legislature per le quali è stata ricoperta la carica di consigliere».
Nel Lazio l’assegno è un po’ meno generoso: circa 31 mila euro dopo il primo mandato, 58 mila dopo il secondo e 85 mila dopo il terzo. Cifre simili in Toscana: si va dai 36 mila euro per il primo mandato, fino ai 109 mila se si ha la fortuna di essere eletti per tre volte.
C’È ANCHE L’ASSEGNO VITALIZIO. In Abruzzo l’indennità di fine mandato è poco inferiore ai 30 mila euro, ma dopo 10 anni in Regione si arriva a poco meno di 60 mila euro e se si riesce a rimanere in carica per 15 anni si arriva a 73 mila. Anche se, è precisato, «dopo il decimo anno l’indennità è ridotta del 50%».
Poi ci sarebbe anche l’assegno vitalizio. Ultimo tassello che fa della politica la vera roccaforte dei privilegi.