«Alla scuola elementare abolite note disciplinari ed espulsioni»

«Alla scuola elementare abolite note disciplinari ed espulsioni»

I deputati hanno votato un emendamento per la cancellazione degli articoli di un decreto regio del 1928 che elenca le sanzioni nella scuola primaria. Torna l'educazione civica.

02 Maggio 2019 13.39

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Stop alle note disciplinari, basta sospensioni o espulsioni: la scuola elementare italiana cambia. I bambini della scuola primaria non dovranno più temere le sanzioni disciplinari perché l'emendamento al disegno di legge che reintroduce l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole, approvato dalla Camera dei deputati, abroga anche gli articoli dal 412 al 414 del Regio Decreto 26 aprile 1928 che prevedeva queste punizioni. «È un segno di civiltà», ha detto il presidente della commissione Cultura e Scuola della Camera, Luigi Gallo , «stiamo parlando di bambini: il rapporto educativo in questa fascia di età deve fondarsi sulla fiducia e sulla collaborazione».

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«Verso gli alunni che manchino ai loro doveri», affermava l'articolo 414 del Regio decreto 1297, «si possono usare, secondo la gravità delle mancanze, i seguenti mezzi disciplinari: ammonizione; censura notata sul registro con comunicazione scritta ai genitori, che la debbono restituire vistata; sospensione dalla scuola, da uno a dieci giorni di lezione; esclusione dagli scrutini o dagli esami della prima sessione; espulsione dalla scuola con la perdita dell'anno scolastico». La nuova legge, per «rafforzare la collaborazione con le famiglie», estende alla scuola elementare il Patto educativo di corresponsabilità, oggi previsto per le scuole medie e per le superiori. «Il problema che vive il mondo della scuola rispetto al bullismo o rispetto alla violenza verso il corpo insegnante», ha proseguito Gallo, «va affrontato con altre misure: molti docenti ci dicono che il lavoro fatto a scuola viene perso quando fuori c'è un 'burrone sociale'. Servono misure per le assunzioni di personale nelle politiche sociali e presidi di legalità sul territorio: c'è una società che rema contro rispetto al lavoro prezioso che si fa a scuola. Altrimenti, con misure come quella abrogata, ci illudiamo di avere uno strumento che poi, nella realtà, è inefficace».

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