Regno Unito, sì a legge sui matrimoni gay

Regno Unito, sì a legge sui matrimoni gay

04 Giugno 2013 12.50
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Il Regno Unito ha fatto un importate passo avanti per l’approvazione di una legge sulle nozze gay: ha ricevuto il via libera della Camera dei Lord la legge che introduce i matrimoni tra omosessuali in Inghilterra e Galles. E al contempo è stata bocciata la mozione che voleva affossare il provvedimento con 390 voti contro 148.
Con una maggioranza di 242 voti l’aula ha evitato di creare un precedente storico, interrompendo il percorso della legge fortemente sostenuta dal governo Cameron che aveva già avuto il via libera della Camera dei Comuni.
BBC: SUCCESSO DI CAMERON. Secondo la Bbc, si tratta di un successo per l’esecutivo. Perché sia possibile il primo sì tra omosessuali nel Regno Unito mancano però ancora alcuni passaggi all’iter di legge, fra cui la terza lettura alla Camera dei Lord, e poi il ‘sigillo reale’ che dovrà apporre la regina Elisabetta.
LA TENSIONE TRA CONSERVATORI. Si è arrivati a questo punto dopo un lungo e difficile iter, con momenti di tensione nell’ultima votazione alla Camera dei Comuni, in cui il premier ha subito la ‘rivolta’ di 133 deputati conservatori e ha dovuto contare sull’appoggio dell’opposizione laburista. Perfino alla Camera dei Lord, in cui di solito il passaggio di una legge non incontra ostacoli, il dibattito è stato molto acceso e fino all’ultimo c’è stato il pericolo che una mozione potesse affossare il provvedimento. I conservatori sono apparsi ancora una volta divisi. Con importanti rappresentanti come Lord Tebbit e Lord Waddington che si sono opposti apertamente a Cameron, che comunque aveva lasciato libertà di voto. Un altro membro conservatore, Lord Vinson, ha chiesto di introdurre una serie di garanzie per chi non può accettare, per questioni religiose, le nozze gay. «Cinquanta anni fa quelli che criticavano Cristo erano perseguitati oggi quelli che lo promuovono sono perseguiti», ha tuonato.
LA MOZIONE KILLER DI DEAR BOCCIATA. A presentare la mozione ‘killer’ era stato Lord Dear, membro indipendente dell’assemblea, che chiedeva di impedire la seconda lettura del testo. «Questa legge non fa che sconvolgere secoli di tradizione, ignorando il volere dell’opinione pubblica e i consigli dei leader religiosi», ha detto in aula. In tutto si sono iscritti a parlare oltre 90 membri dell’assemblea, in un dibattito che è andato avanti per due giorni. Fra gli oppositori l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, primate della chiesa anglicana a cui spetta di diritto un posto fra i Lord. Ha affermato che l’introduzione del matrimonio fra persone dello stesso sesso avrebbe «abolito» l’attuale istituzione e l’avrebbe sostituita con una versione più debole.
PASSO AVANTI PER LA MAGGIOR PARTE DEI LORD. Per la maggior parte dei lord, comunque, di partiti e orientamenti diversi, la legge è un grande passo in avanti. Fra i sostenitori la baronessa Stowell, rappresentante tory, che ha parlato di un cambiamento positivo e necessario per rendere il matrimonio ancora più forte. Si era espresso in questo senso anche Lord Browne, l’ex boss della Bp, costretto a lasciare il colosso petrolifero dopo che sono emersi particolari sulla sua omosessualità. In una lettera al Financial Times ha detto che il matrimonio gay è addirittura positivo per l’economia britannica.

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