La regola del doppio mandato: le forche caudine del M5s

Per il Movimento andare a nuove elezioni significherebbe perdere buona parte della sua classe politica parlamentare. A meno che non si cambi la norma, cosa che nessuno osa proporre.

29 Maggio 2019 10.00
Like me!

Da Alfonso Bonafede a Roberto Fico, da Riccardo Fraccaro a Paola Taverna, da Giulia Grillo a Vito Crimi passando per Barbara LezziDanilo ToninelliCarla RuoccoGiulia SartiLaura Castelli o Manlio Di Stefano, senza contare Luigi Di Maio e solo per citarne alcuni tra l’ottantina di parlamentari interessati: un’intera “classe dirigente” che sì è formata in parlamento e poi nel governo dal 2013 ad oggi rischia di tornare in panchina, senza più la possibilità di essere “spesa” dal M5s. È questo il pericolo che corre il Movimento nel caso in cui gli effetti del terremoto del voto europeo o un cosiddetto «incidente di percorso» dovessero portare ad una crisi dell’alleanza di governo con la Lega e quindi a nuove elezioni.

IL TABÙ INNOMINABILE

Eppure la regola del tetto ai due mandati per gli eletti in parlamento del M5s non verrà rimessa in discussione neppure in queste ore in cui i 5 Stelle si interrogano su come uscire dall’impasse in cui sono piombati dopo il voto del 26 maggio. «La regola dei due mandati? Davvero nessuno si è sognato di parlarne» assicura chi ha partecipato al vertice che si è tenuto il 27 maggio al Ministero dello Sviluppo tra Luigi Di Maio e un ristretto gruppo di Big del Movimento. Nè, da quanto emerge dai capannelli in Transatlantico, la questione verrà posta il 29 in occasione dell’assemblea di deputati e senatori con il capo politico Luigi Di Maio. Nessuno rompe il “tabù” per non essere accusato di essere «attaccato alla poltrona» e per non andare contro il diktat di Grillo e Casaleggio: la regola aurea dei due mandati non si tocca. Nonostante la stessa regola abbia già prodotto i suoi effetti negativi a livello locale, svuotando il “serbatoio” di amministratori rodati da ripresentare alle elezioni, tanto da convincere Di Maio a ripensare la regola almeno per i consiglieri comunali. I quali potranno, terminati i due mandati, correre anche per elezioni diverse.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *