Qual è la regola che permette di sospendere le partite per razzismo

Qual è la regola che permette di sospendere le partite per razzismo

27 Dicembre 2018 13.16
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Articolo 62 delle norme federali: ecco la regola che stabilisce la possibilità di sospendere e bloccare la partita anche in caso di cori razzisti da parte dei tifosi (come è successo per il caso Koulibaly). La legge sportiva prevede questo: «Il responsabile dell'ordine pubblico dello stadio, designato dal ministero dell'Interno, il quale rileva uno o più striscioni esposti dai tifosi, cori, grida ed ogni altra manifestazione discriminatoria costituenti fatto grave, ordina all'arbitro, anche per il tramite del quarto ufficiale di gara o dell'assistente dell'arbitro, di non iniziare o sospendere la gara».

IL PUBBLICO DEVE ESSERE INFORMATO DEI MOTIVI

Inoltre, secondo il comma 7 «il pubblico presente alla gara dovrà essere informato sui motivi del mancato inizio o della sospensione con l'impianto di amplificazione sonora od altro mezzo adeguato, e verrà immediatamente invitato a rimuovere lo striscione e/o a interrompere cori, grida ed ogni altra manifestazione discriminatoria che hanno causato il provvedimento». E in caso di sospensione della gara – come prescrive il comma 8 dell'articolo 62 delle noif – «i calciatori dovranno rimanere al centro del campo insieme agli ufficiali di gara. Nel caso di prolungamento della sospensione, in considerazione delle condizioni climatiche ed ambientali, l'arbitro potrà insindacabilmente ordinare alle squadre di rientrare negli spogliatoi».

Il comma 9 indica infine che «l'arbitro riprenderà o darà inizio alla gara solo su ordine del responsabile. La sospensione o il mancato inizio della gara non potrà prolungarsi oltre i 45 minuti, trascorsi i quali l'arbitro dichiarerà chiusa la gara, riferendo nel proprio rapporto i fatti verificatisi, e gli Organi di Giustizia Sportiva adotteranno le sanzioni previste dall'art. 17 del Codice di Giustizia Sportiva, ferma restando l'applicazione delle altre sanzioni previste dal codice di giustizia sportiva per tali fatti».

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