Renzi ad Arcore: «L’ho fatto per Firenze»

Redazione
07/12/2010

Un incontro anomalo. È stato definito così quello tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il sindaco di Firenze...

Renzi ad Arcore: «L’ho fatto per Firenze»

Un incontro anomalo. È stato definito così quello tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il sindaco di Firenze Matteo Renzi, da più parti indicato come possibile futuro leader del centrosinistra. Il giovane primo cittadino, leader della corrente dei «rottamatori» del vecchio establishment del centrosinistra, è stato ospite a villa San Martino, la residenza privata del Cavaliere, ad Arcore.
«Berlusconi non mi ha detto che gli assomiglio», ha scritto Renzi sul suo profilo Facebook, «né abbiamo parlato di rottamazione, come è ovvio (il riferimento è al titolo di Libero, «Il Cav invita ad Arcore Renzi: rottamiamo insieme il Pd», ndr). Abbiamo discusso delle questioni concrete che riguardano Firenze». In particolare, «ho chiesto al presidente del Consiglio di mantenere gli impegni per la città che il Pdl si era preso in campagna elettorale, a partire dalla legge speciale».
La visita infatti ha avuto come obiettivo chiedere al governo uno stanziamento per Firenze nella legge «milleproroghe» oltre, probabilmente, al via libera per l’istituzione di una tassa di soggiorno che porterebbe nelle casse comunali fiorentine una quindicina di milioni di euro all’anno.
I rapporti tra Renzi e Berlusconi si sono fatti più distesi negli ultimi tempi, soprattutto dopo la nuova emergenza rifiuti in Campania. Il sindaco di Firenze è stato tra i primi a rispondere positivamente alla richiesta di Palazzo Chigi di dare una mano a Napoli. Il giovane esponente del Pd ha risposto così all’appello che molti amministratori del Nord, in particolare della Lega, hanno invece ignorato.
A chi gli ha contestato il fatto che non avrebbe dovuto andare fino alla residenza privata del presidente del Consiglio, il sindaco ha replicato: «Per Firenze, che è la mia città, quella per la quale ho giurato sulla Costituzione di fare bene il mio lavoro, io vado ad Arcore anche tutti i giorni se serve. Finché il Governo è guidato da Berlusconi, io parlo con lui e con i suoi ministri. Anche quelli con cui faccio una fatica terribile».
Una scelta criticata dal segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani. «A mio gusto sarebbe stato meglio Palazzo Chigi se si trattava di discutere di un problema di Firenze», ha dichiarato Bersani. «Non è vietato per un sindaco incontrare il presidente del Consiglio, ma esistono delle sedi, sennò si può capire male».