Renzo Bossi: affezionato al trota

Redazione
01/10/2010

È entrato in studio in tenuta sportiva: la giacca color tabacco, i jeans sdruciti, senza cravatta ma con immancabile pochette...

Renzo Bossi: affezionato al trota

È entrato in studio in tenuta sportiva: la giacca color tabacco, i jeans sdruciti, senza cravatta ma con immancabile pochette verde leghista. E se ne è uscito 45 minuti dopo con l’augurante «in bocca al lupo» di Daria Bignardi. Per la sua prima apparizione televisiva, Renzo “il Trota” Bossi ha scelto il salotto chic delle “Invasioni barbariche” su La7, ospite della prima puntata dell’ottava serie.
Abbastanza a suo agio davanti alle telecamere, il figlio del Senatùr (e consigliere regionale lombardo della Lega) ha esordito commentando il videoclip su Berlusconi che raccontava una barzelletta con bestemmia («avrebbe fatto meglio a raccontarne un’altra, più simpatica»). Sulle battute antiromane del padre Umberto una flebile difesa, «sembra sia stato il primo a farle», e una importante precisazione: Renzo ha confessato di trovare «simpaticissimi» i tassisti della capitale.
Ma le sorprese più succose sono arrivate dal consueto fuoco di fila di domande finali. Quando la platea televisiva ha scoperto che Renzo Bossi si è affezionato al nomignolo “trota” e che Barack Obama gli piace, mentre Comunione e Liberazione «dovrebbe tenere un po’ le mani a posto». Alla Bignardi che gli chiedeva una scala di tre valori importanti, il figlio del leader leghista ne ha indicato uno soltanto, «l’onestà». E poi ancora: pollice verso per l’Inno di Mameli, «Non mi piace che si dica che siamo ’schiavi di Roma’». Un premier gay invece «perché no?». E il suo politico preferito? Tra i leghisti Bobo Maroni, tra gli altri, a sorpresa, Pierluigi Bersani.