Report: «Berlusconi condizionato da Fascina nelle relazioni politiche»

Redazione
23/10/2023

Dal ruolo politico della compagna del Cavaliere, che ne avrebbe influenzato la posizione sulla guerra in Ucraina, fino al ruolo di Vittorio Mangano di protezione della famiglia dell'ex premier. Il servizio del programma di Ranucci scuote Forza Italia, che chiede alla Rai di risponderne in commissione vigilanza.

Report: «Berlusconi condizionato da Fascina nelle relazioni politiche»

La trasmissione di Sigfrido Ranucci torna a scuotere gli animi della maggioranza di governo. Nella puntata di Report andata in onda domenica 22 ottobre su Rai 3 si è parlato infatti di Silvio Berlusconi, dall’eredità al bilancio in rosso di Forza Italia fino al ruolo di Marta Fascina e al rapporto tra il Cavaliere e Vittorio Mangano. Gli azzurri hanno definito «vergognoso» il lavoro del conduttore e invocato la convocazione dei vertici di viale Mazzini in commissione di Vigilanza Rai.

L’influenza di Marta Fascina sulla caduta del governo Draghi

Tra le rivelazioni andate in onda, Report ha ricostruito la presunta influenza politica esercitata dall’ultima compagna dell’ex premier morto a giugno, Marta Fascina. «La figura di Marta, nel 2020, diventa di colpo imponente. Soprattutto in politica. La compagna partecipa a tutti gli incontri di Berlusconi e passa ogni ora del giorno a condizionarlo nelle relazioni con gli altri», ha detto nell’intervista la fonte anonima «vicinissima», sostiene Report, a Forza Italia. Fascina, eletta deputata nel 2018 e rieletta nel 2022, sarebbe stata la prima a sostenere la candidatura al Quirinale di Berlusconi, nonché a influenzare la decisione di Forza Italia di far cadere prematuramente il governo Draghi nella convinzione che fosse possibile un ritorno del Cavaliere a Palazzo Chigi. «Nessuna strategia, sfizi di una donna convinta che Berlusconi sarebbe diventato di nuovo presidente del Consiglio», ha detto la fonte nell’intervista, che in seguito le ha anche attribuito «posizioni pro Putin» che avrebbero spinto l’allora leader azzurro a scontrarsi con Meloni per il suo sostegno a Zelensky. Tutto attraverso un progressivo filtro agli incontri e alle telefonate del Cavaliere. Secondo Report, Berlusconi avrebbe poi cambiato posizione grazie al tanto vociferato patto di “reciproca convenienza” tra Giorgia Meloni e Marina Berlusconi. In cambio del ritiro del governo come parte civile nei processi escort e Ruby ter, la figlia del Cav avrebbe assicurato alla premier posizioni più morbide sull’Ucraina. Una ricostruzione che Palazzo Chigi smentisce come «fantasiosa».

Il tesoriere di FI: «Mangano ad Arcore per proteggere i figli di Berlusconi»

Il programma di Ranucci ha poi indagato il rapporto tra Silvio Berlusconi e Vittorio Mangano con un’intervista al tesoriere del partito, Alfredo Messina, che ha rivelato come l’arrivo in casa Berlusconi dello “stalliere di Arcore” legato a Cosa Nostra fosse funzionale a protegge la famiglia dell’ex premier: «Lei ricorda quel periodo quando venivano rapite persone? C’era il timore che rapissero anche i figli di Berlusconi. E allora credo che non fosse stata di Berlusconi l’idea di Mangano, ma fosse stata di Marcello Dell’Utri, che lo conosceva per altri motivi, a proporre se si metteva una tutela particolare per evitare di rapire qualche ragazzo», ha dichiarato Messina, ammettendo quello che è stato sempre negato dai legali di Dell’Utri e dallo stesso ex senatore nelle aule dei tribunali.

Insorge Forza Italia: «La Rai risponda in commissione Vigilanza»

Fonti del Fatto quotidiano hanno riferito che i vertici di Forza Italia avrebbero cercato di impedire la messa in onda del servizio a causa delle elezioni suppletive a Monza in corso nelle stesse ore. Il partito è insorto subito dopo la messa in onda del servizio: «Report e Ranucci sono una sorta di “movimento politico” che agisce, finanziato dai cittadini con i soldi Rai, per colpire gli avversari. La cosa non ci meraviglia, ma ci indigna. E ci chiediamo come mai venga tollerata questa condotta», ha tuonato Maurizio Gasparri. Si sostiene che proprio quest’ultimo abbia cercato di impedire la trasmissione del servizio, ma i vertici Rai avrebbero respinto la richiesta. L’amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio, sempre secondo il Fatto, avrebbe risposto che i 700 mila elettori della Brianza rappresentano un numero troppo esiguo per sollevare questioni di par condicio elettorali sulle reti televisive nazionali. La deputata azzurra Rita Dalla Chiesa ha definito il metodo di Report «vigliacco» e del quale «la Rai dovrà rispondere in commissione Vigilanza», della quale la deputata è componente.