Bielorussia, ritrovati i resti di 730 ebrei uccisi dai nazisti

28 Febbraio 2019 11.10
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I resti di 730 ebrei uccisi dai nazisti di Hitler sono stati scoperti nella cittadina di Brest, in Bielorussia, in un cantiere edile. Dal numero delle spoglie si ritiene che, a finire nella fossa comune, ai margini del ghetto della cittadina bielorussa, furono almeno mille persone, per lo più donne, bambini, anziani. È stata la Bild a raccontare dell'agghiacciante ritrovamento, dopo aver visitato il luogo. I resti sono rimasti lì, a un metro e mezzo di profondità, per 76 anni.

Secondo le autorità locali i corpi dovrebbero essere più di un migliaio, riferisce a Bild il tenente Dimitri Kaminski. Il cantiere dove sono stati ritrovati i resti è adiacente al ghetto maggiore. Nella fossa comune si trovano quasi soltanto donne e bambini, gli uomini erano stati già uccisi nel 1941. Efim Basim, presidente della comunità ebraica di Brest ha raccontato che «prima della guerra Brest aveva 56.000 abitanti di cui 30.000 erano ebrei», dopo la guerra appena 19. «Oggi Brest ha 300.000 abitanti di cui 491 ebrei», ha spiegato Basim.

TROVATI ANCHE VESTITI E OGGETTI PERSONALI

Secondo l'agenzia di stampa Jewish telegraphic agency, insieme ai resti sono stati trovati anche vestiti, scarpe e altri oggetti personali. I primi ritrovamenti, ha scritto il Virtual Brest news, sarebbero avvenuti già a gennaio durante le operazioni di scavo della ditta Pribuzhsky Kwartia. Il sindaco di Brest Alexander Rogachuk ha raccontato che probabilmente i resti appartengono alle »vittime del ghetto» imprigionate dai nazisti durante l'olocausto.

BREST INVASA NEL GIUGNO DEL 1941

Durante la Seconda Guerra Mondiale le truppe tedesche uccisero circa 3 milioni di civili bielorussi e tra questi almeno 800 mila erano ebrei. Le divisioni tedesche entrarono a Brest nel giugno del 1941 e fucilarono subito migliaia di ebrei in pochi giorni. Successivamente molti di loro, dopo essere stati spogliati di tutti gli oggetti di valore, vennero rinchiusi nel getto. Dmitry Kaminsky, uno dei militari impegnati nel recupero delle salme ha raccontato che «quando si trova lo scheletro di un bambino o lo scheletro di una madre che lo protegge, è davvero dura. Questi non sono sentimenti piacevoli».

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