Redazione

Contro la Lega il M5s vuole revocare la concessione ad Autostrade per l'Italia

Contro la Lega il M5s vuole revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia

I grillini pronti a togliere l’affidamento delle infrastrutture alla società controllata ad Atlantia. Che Salvini però vorrebbe nel salvataggio di Alitalia.

25 Giugno 2019 21.23

Like me!

Attacco del Movimento 5 stelle ad Autostrade. I grillini hanno annunciato che nella riunione a Palazzo Chigi il ministro Danilo Toninelli ha intenzione di portare, in accordo con Luigi Di Maio, la richiesta di revoca della concessione. Il governo è infatti al lavoro proprio sulle concessioni, in particolare quella di Autostrade per l’Italia, società controllata da Atlantia, messa all’indice da Toninelli dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.

LEGAME COL DOSSIER ALITALIA

Il vertice a Palazzo Chigi, al quale hanno partecipato anche il presidente del consiglio e i vice-premier, serve a un primo esame dei documenti e delle analisi sulla concessione di Autostrade, una vicenda alla quale – nelle valutazioni politiche – è certamente legata anche al dossier Alitalia. Non è un mistero per nessuno che la Lega vorrebbe per il salvataggio della compagnia aerea anche un coinvolgimento di Atlantia.

CONTE SOSTIENE LA RIFORMA DELLE TARIFFE DELL’AUTHORITY

La mattinata del 25 giugno è stata dominata dal tema dei pedaggi. Il presidente dell’Authority ha spiegato che la riforma del sistema tariffario autostradale non blocca i cantieri come invece hanno accusato i concessionari. E ha incassato il placet del premier Giuseppe Conte che parla di «rivoluzione» che «ora solo i tecnici percepiscono, ma presto la percepiranno tutti gli utenti con pedaggi più contenuti, tariffe più trasparenti, investimenti certi e sicuri».

«NESSUNA MODIFICA UNILATERALE»

«Non abbiamo modificato i contratti, non c’è nessun blocco degli investimenti, quelli programmati devono andare avanti nel modo più assoluto, mentre quelli non realizzati dovranno essere ristipulati», ha affermato il presidente dell’autorità. E ha aggiunto di essere rimasto «un po’ sorpreso» dalle accuse. «È del tutto evidente che non c’è nessun atto unilaterale di modifica del contratto in essere perché i contatti per definizione li possono modificare solo le parti contraenti e noi non siamo, non possiamo e non vogliamo essere parti contraenti altrimenti perderemo il nostro ruolo di terzietà», precisa, ricordando che col decreto legge Genova le competenze dell’Autorità in materia di accesso alle infrastrutture autostradali «sono state estese alle concessioni in essere».

CONCESSIONARI E CODACONS CHIEDONO IL CONFRONTO

L’Aiscat, l’associazione dei concessionari, ha comunque ribadito che ritiene illegittimo il nuovo meccanismo e chiede una convocazione da parte del governo. Un tavolo di confronto viene richiesto anche dal Codacons. Col nuovo sistema, che l’Art ha già applicato recentemente per le concessioni scadute dell’Autobrennero e delle Autovie Venete, si mandano in soffitta i sei diversi sistemi tariffari che finora regolavano i pedaggi e si supera il meccanismo dei loro aggiornamenti annuali. Il nuovo sistema è basato sul metodo del ‘price-cap‘, con l’introduzione di un indicatore di produttività secondo indicatori oggettivi basati sul confronto competitivo con le migliori pratiche del settore e questo garantirà trasparenza ed equità dei pedaggi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *