Il consigliere della Rai Riccardo Laganà ci scrive

Replica all'articolo "La vita in diretta, ma è molto tribolata": «Il mio è da sempre estremo attivismo in difesa del servizio pubblico, nessuna presenza distratta in cda. Non sono in vacanza».

29 Luglio 2019 11.10
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Buongiorno Direttore,

le scrivo in merito all’articolo, a firma redazione, apparso sul suo giornale online Lettera43.it il giorno 27 luglio 2019 dal titolo “La vita in diretta, ma è molto tribolata”. Pur ritenendo molto interessanti i contenuti e i retroscena le devo chiedere di correggere la considerazione sul mio operato apparsa tra parentesi in cui ci si chiede su quale spiaggia io stia passando le vacanze facendo sospettare una mia distratta presenza in consiglio di amministrazione. Caro Direttore, le critiche costruttive sono sacrosante e certamente si può fare sempre di più, ma le garantisco che le ultime vacanze risalgono al giorno prima della mia elezione, dunque un anno fa. Dopodiché sono stato costantemente in azienda ad ascoltare tantissimi colleghi e porre numerose questioni, fuori e dentro il cda nell’esclusivo interesse generale. Se scorre la rassegna stampa e articoli online potrà scoprire il mio estremo attivismo in difesa del servizio pubblico, nella difesa delle risorse interne e dell’autonomia editoriale nonché economica della tivù pubblica.

Non ho avuto comunicazione tempestiva circa la questione del giornalista Alessandro Banfi, oggetto dell’articolo, che dovrebbe essere assunto presso La vita in diretta, altrimenti lo avrei chiesto in cda come ho fatto in moltissimi altri casi simili. Sul doppio incarico di Marco Ventura, come autore e portavoce del presidente Rai, sono stato il primo ad aver sollevato il tema in cda anche dal punto di vista contrattuale. Non solo, ho fatto produrre una interrogazione in Vigilanza Rai sulla questione. Ho il grave difetto di essere allergico anche al remoto sospetto di conflitto di interessi e per i doppi, tripli incarichi in generale.

Tutto questo per dirle che la considerazione apparsa nell’articolo è a dir poco frutto di scarsa informazione sul mio operato. Se l’intenzione era quella di sollecitare una mia azione sui temi sollevati allora forse sarebbe stato preferibile un invito ad agire invece che una ironica battuta che offende il mio impegno e quello di tutte le validissime persone che mi stanno aiutando in questa avventura.

Se può interessare ai gentili lettori vado in vacanza solo dal 24 al 31 agosto, una sola settimana, ma preferisco sorvegliare il Palazzo anche quando tutti sono in vacanza, non si sa mai.

Cordialità

Riccardo Laganà
Consigliere di amministrazione della Rai

LA REPLICA DI LETTERA43.IT

Caro Laganà,

grazie per la sua risposta che conferma come lei sia l’espressione autentica dei dipendenti Rai che fa certamente onore alla sua onestà intellettuale e che ci offre spunti importanti per confermare una serie di verità. Il primo riguarda il “caso Banfi”, il giornalista di Mediaset in arrivo a RaiUno da “esterno”. Appare inequivocabile che Lettera43.it aveva anticipato il tema, visto che lei ha ritenuto «molto interessanti i contenuti e i retroscena» dell’articolo: circostanza che conferma quanto scritto dal nostro giornale sull’operato del presidente Marcello Foa, fatto alle spalle dell’amministratore delegato Fabrizio Salini, per “assicurarsi” un’altra fascia del palinsesto della Rete ammiraglia e farne un proprio orticello. Una “procedura” non certo esemplare, quella del presidente leghista, che lei non smentisce.

Puntuale in ogni verifica, Laganà ci fa omaggio di preziose riflessioni come quelle che riguardano l’altra faccia del “caso Banfi”: le attenzioni ricevute in Rai dal portavoce del presidente Foa, Marco Ventura, titolare a oggi di due incarichi importanti e strategici. In proposito, il consigliere Laganà conferma che «sul doppio incarico di Marco Ventura come autore e portavoce del presidente Rai sono stato il primo ad aver sollevato il tema in cda». Questione questa, comunque, rimasta in sospeso: il consigliere Laganà e i membri tutti del sacro consiglio non sono riusciti ad andare oltre, denotando oggettivi limiti operativi che fanno i conti con la problematica gestione Foa-Salini, “titolare” del “caso Banfi”, come della questione Ventura.

A questo punto non ci resta che invitare il consigliere Laganà, da sempre «attivo in difesa del servizio pubblico, delle risorse interne e dell’autonomia editoriale nonché economica della tivù pubblica», come lui stesso ci tiene giustamente a sottolineare, a fare luce su entrambe le vicende. Così come sono non fanno giustizia a un servizio pubblico trasparente. Come Laganà scrive, contrariamente a quanto abbiamo immaginato noi, apprendiamo che il battagliero consigliere andrà in ferie «solo dal 24 al 31 agosto, una sola settimana», perché, come puntualizza, «preferisco sorvegliare il Palazzo anche quando tutti sono in vacanza, non si sa mai». Da giornalisti, ma più ancora da abbonati Rai, ne siamo felici e ci scusiamo per l’inesattezza.

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