Le cose da sapere sul ricorso contro l’appendice della Ducati

11 Marzo 2019 15.10
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La corte d'appello della Federazione motociclistica internazionale ha deciso di considerare valida «a titolo definitivo» la vittoria di Andrea Dovizioso nella gara delle MotoGp del gran premio del Qatar, prima prova del Mondiale. Il ricorso di Aprilia, Honda, Suzuki e Ktm sulla presunta irregolarità della 'pinna' della Ducati del pilota italiano è stato quindi respinto. I quattro team ricorrenti sostenevano che l'utilizzo di questa 'ala' fosse consentito solo in caso di pioggia. Il ricorso era stato discusso dalla Corte fin da venerdì scorso, e martedì c'è stata la decisione, diffusa dalla Federazione internazionale con una nota sul proprio sito.

1. COS'È L'APPENDICE SOTTO IL POSTERIORE

Il “cucchiaio”, come è soprannominato il water deflector, serve secondo la Ducati a raffreddare la gomma posteriore e a drenare l'acqua in caso di pioggia. Due utilità che non violano il regolamento, perché vanno a influire solo sulla sicurezza del pilota. Secondo le case che si sono opposte, invece, lo scopo dell'appendice sarebbe stato quello di aumentare il carico aerodinamico sul posteriore, aumentando la trazione in curva.

2. IL RICORSO PREPARATO DA TEMPO

Il ricorso è stato respinto dalla direzione di gara, ma i quattro team hanno presentato appello alla Federazione motociclistica internazionale. Un precedente reclamo era già stato fatto per l’utilizzo del deflettore, ed era stato respinto dallo steward panel (primo grado di giudizio). Come fa sapere il sito specializzato GpOne, i team ricorrenti avevano avvertito la Ducati già da prima della gara che si sarebbero opposti in via ufficiale se lo spoiler fosse stato applicato.

3. IL CONTRO-RECLAMO DUCATI

Il 14 marzo la Ducati è passata al contrattacco. A prendere di mira direttamente la Honda in una intervista a Sky è il direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall'Igna: «Le ali della Honda per noi sono onestamente pericolose. Non solo, per come sono fatte e con una base tanto esile potrebbero essere soggette a deformazioni importanti per i carichi che subiscono e quindi magari svolgere la funzione di appendici mobili (vietate dal regolamento, ndr)». L'ingegner Dall'Igna, oltre a descrivere il funzionamento e le funzioni dell'appendice aerodinamica contestata per dimostrarne la legittimità, prende una posizione molto dura soprattutto nei confronti della Honda: «Non avevamo mai preso in considerazione l'ipotesi di un reclamo in questo senso», sottolinea Dall'Igna, «ma se qualcuno, in particolare la Honda, ha messo in discussione l'operato di Danny Aldridge, ci mette in condizione di pensare ad a un eventuale reclamo nelle prossime gare».

4. PERCHÉ LA YAMAHA NON HA PRESENTATO RECLAMO

L'unica a non presentare ricorso è stata la Yamaha. Il motivo è molto semplice: a Valencia nel 2018 la casa del diapason aveva già utilizzato un'appendice simile (anche se in quel caso era sul bagnato).

5. COSA PREVEDE IL NUOVO REGOLAMENTO

Nel nuovo regolamento sono stati introdotti nuovi limiti di dimensione delle appendici e nella combinazione delle varie parti. I progetti attuali saranno ancora consentiti, ma non sarà possibile rimuovere o cambiare parti aerodinamiche significative. Inoltre, l’omologazione del 2019 si baserà sullo storico della stagione precedente. «La modifica non è piaciuta in casa Ducati, famosa per le ‘trovate’ di Gigi Dall’Igna (direttore generale di Ducati Corse, ndr), è dovuta correre ai ripari», ha riportato il sito specializzato Sportfair, «perché la carena del 2018 è stata adesso considerata pericolosa per via delle ali troppo sporgenti e, per questo motivo non potrà essere utilizzata».

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