Ridateci Prodi

Marianna Venturini
12/10/2010

Cacciari boccia l’alleanza Bersani-Vendola

Ridateci Prodi

Il patto tra il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, e il leader di Sinistra e libertà, Nichi Vendola, per aprire un cantiere del centrosinistra e dare il via libera alle primarie è stato siglato martedì 12 ottobre a Roma. Ma non a tutti gli esponenti di centrosinistra è piaciuto. L’ex sindaco di Venezia, il filosofo e politico Massimo Cacciari, raggiunto al telefono da Lettera43, ha commentato la notizia senza risparmiare bordate. «Era un’alleanza scontata da tempo, non c’era un’alternativa possibile. Si procederà con speditezza verso il nuovo Ulivo prospettato da Bersani. Magari faranno anche le primarie di coalizione. Il percorso è inevitabile».
D. E a lei non piace…
R. «Sono i Democratici di sinistra che formano di nuovo l’Ulivo. Il Partito democratico, così com’è, è diverso dalle ragioni della sua fondazione, è una coalizione che va da sinistra a sinistra, dal Pd a Rifondazione. Non posso essere contento».
D. Perché?
R. «È un modello in cui non mi riconosco, completamente differente dal Pd che avevo in mente».
D. Che cosa cambia rispetto al vecchio progetto?
R.
«Almeno nell’Ulivo originario c’era Prodi, un elemento che contribuiva a  mantenere un accenno di equilibrio e contrastava il centrodestra berlusconiano».
D. Era possibile un’alleanza diversa?
R. «No, perché sono nel mezzo di una crisi elettorale e di partito allo stesso tempo. Bisogna rassegnarsi».
D. E lei che cosa farà?
R. «Continuerò a insegnare al San Raffaele. Auguri al Pd».