Rifiuti, raid a Napoli contro i camion

Redazione
27/12/2010

  Raid contro i camion che trasportavano rifiuti, a Napoli, nella notte tra il 26 e il 27 dicembre. Circa...

Rifiuti, raid a Napoli contro i camion

 

Raid contro i camion che trasportavano rifiuti, a Napoli, nella
notte tra il 26 e il 27 dicembre. Circa 150 cittadini, secondo
quanto ricostruito dalla polizia, hanno bloccato e
danneggiato nove compattori dell’Asia, la società che si
occupa della raccolta di immondizia in città, che erano diretti
alla discarica di Chiaiano. 
In piazza Rosa dei Venti i cittadini hanno infranto i vetri dei
finestrini dei camion e sgonfiato le ruote. Nonostante i
danneggiamenti, cinque camion sono riusciti a sversare
regolarmente.
«CICLO INTEGRATO IN TRE ANNI». Intanto in
un’intervista a Repubblica apparsa il 27 dicembre il presidente
della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha fatto retromarcia sui
trionfali annunci delle scorse settimane di risoluzione del
problema rifiuti in tempi rapidi.
«Sono stato il primo a dire che completeremo il programma del
ciclo integrato dei rifiuti tra tre anni, ma dobbiamo ringraziare
Berlusconi e il governo per essere intervenuti con
un’attività di supplenza assieme a Bertolaso e alla
Protezione Civile». 
«COLPA DELLA SINISTRA». «Ha fallito chi ha
gestito e non  risolto la crisi per 20 anni. Il
centrosinistra farebbe bene a non parlare e a dare una mano per
lavorare e risolvere i problemi. Non ci sono complotti, ma la
crisi nasce dal Comune di Napoli e dalla sua società di
gestione. E’ l’Asia a gestire quasi tutto, dalla raccolta in
città alla gestione di discariche e di impianti Stir. I
risultati dicono che l’azienda non ha la struttura per
fare tutto ed è lì il nodo, è lì che si blocca ogni volta
qualcosa. Ci sono dirigenti capaci, certo, ma la crisi nasce in
Asia. Il Comune ha già avuto due milioni di euro e ne avrà
altri quattro e mezzo nel 2011».
L’OMBRA DELLA CAMORRA. Quanto al ruolo della
camorra nella crisi, Caldoro ha ammesso che qualcosa non quadra.
«Non abbiamo prove, ma non c’é dubbio che ogni volta in cui
il sistema va verso la messa a regime c’é qualcosa che
blocca tutto: il condizionamento dunque c’é, esiste, non va
nascosto».