Rifiuti, Sepe: «Niente comunione a chi inquina»

Rifiuti, Sepe: «Niente comunione a chi inquina»

28 Settembre 2013 05.05
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Nella guerra agli sversamenti abusivi di rifuti tossici, è uscita dalla trincea anche la Chiesa.
«Chi attenta alla vita degli altri inquinando», ha tuonato il 28 settembre il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, «bisogna dare una scossa perché chi attenta alla vita degli altri non solo danneggia la società ma commette peccato contro Dio, un peccato grave». Attentare alla vita di tante persone «è peccato grave», ha aggiunto l’arcivescovo e «se questi peccatori muoiono Dio li lancerà da lassù».
SOLDI PER LA BONIFICA. Don Maurizio Patriciello, prete protagonista della battaglia per l’ambiente della cosiddetta ‘Terra dei Fuochi‘ commentando la proposta di utilizzare i patrimoni sottratti ai clan per la bonifica dei territori inquinati a causa degli svernamenti di rifiuti tossici ha affermato che «quelli sono soldi nostri e per questi soldi ci hanno avvelenato: è giusto che vengano usati per le bonifiche.
Quei soldi «devono servire per risanare il territorio. Veniamo a sapere ogni tanto che vengono confiscati beni e patrimoni e non sappiamo dove vanno».
IL DOLORE PER I MORTI. In occasione della visita a Napoli del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per celebrare le Quattro giornate, don Patriciello ha portato «al Capo dello Stato le cartoline di 11 mamme che hanno perso i loro figli. Sono 110 mila le cartoline e queste che gli porto oggi (28 settembre, ndr) sono firmate dalle mamme».
Il 27 settembre, ha fatto sapere Patriciello, «a Carinaro ho celebrato il funerale di Marianna, otto anni, morta per una leucemia. Veniamo a sapere che proprio nelle nostre terre queste malattie si diffondono ma non ci volevano profeti o indovini per saperlo. Vogliamo assistere così e inneggiare ai nostri eroi e basta? Loro sono morti perché si sono opposti alle tirannie per dire no al sopruso, ma se questa tirannia continua allora il loro sacrificio è stato vano».

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