Lega e M5s non hanno trovato l’accordo sulla riforma della giustizia

Al termine di una battaglia durata oltre otto ore, il Cdm ha approvato solo un testo "salvo intese". Con lo scontro sulla prescrizione più vivo che mai. Vana la mediazione di Conte: governo di nuovo in crisi di nervi.

01 Agosto 2019 06.56
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Non sono bastate otto ore di confronto e un Consiglio dei ministri fiume: Movimento 5 stelle e Lega non hanno trovato l’intesa sulla riforma della giustizia. Il nodo è il processo penale. Il Cdm ha trovato un accordo di massima su giustizia civile e riforma del Csm.

IL VIA LIBERA FINALE È SOLO “SALVO INTESE”

Ma alla fine il via libera al provvedimento è stato “salvo intese”, non definitivo. E fuori da Palazzo Chigi è andato in scena lo scontro. Per la Lega restano distanze su una riforma che è «di facciata»: le proposte leghiste – viene spiegato – non sono mai state accolte e ora è difficile correggere il testo, perché è sbagliato l’impianto. Per il M5s Matteo Salvini sta tentando di bloccare l’abolizione della prescrizione che entrerà in vigore a gennaio del 2020.

INUTILI I TENTATIVI DI MEDIAZIONE DI CONTE

Il premier Giuseppe Conte ha provato per tutto il giorno a mediare tra due partiti ormai su barricate opposte. E così in Consiglio dei ministri si è protratto per ore il confronto tra il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e la titolare della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. I toni sono stati duri, anche se fonti di entrambi i partiti hanno negato lo scontro. Il clima a Palazzo Chigi era così teso, snervante, che a fine riunione c’è chi ha parlato – ma senza svelare il soggetto – di un pianto di sfogo.

BONAFEDE: «NON VORREI IL NODO FOSSE LA PRESCRIZIONE»

I tecnici raccogliendo le indicazioni delle riunioni politiche hanno proposto una mediazione che la Lega, a Cdm già iniziato, ha respinto. «Stasera ho sentito tanti no», ha commentato il Guardasigilli. «Basta giochetti, non vorrei che il vero nodo fosse la prescrizione». Un nuovo Consiglio dei ministri dovrebbe tenersi prima della pausa estiva, forse il 6 agosto. E in quella sede M5s punterebbe al via libera finale al testo. Ma secondo i salviniani non ci sono margini. Qualche esponente di via Bellerio sostiene che «la riforma è stata scritta da tecnici e magistrati, noi non siamo mai stati ascoltati».

DURISSIMA NOTA DELLA LEGA NELLA NOTTE

Salvini e Bongiorno al termine del Cdm, intorno alla mezzanotte, tacciono. Ma la Lega ha diramato una nota durissima in cui parla di cittadini «ostaggio» e invoca «tempi certi», da «Stato di diritto». Il provvedimento promette di essere ancora oggetto di un lungo e duro confronto. E Salvini in nottata non sembra mutare di molto il giudizio espresso di primo mattino: Bonafede «ci mette pure la buona volontà» ma la sua «cosiddetta riforma non c’è, è acqua», dovrebbe essere «imponente, storica» come quella che la Lega ha «pronta» che separa le carriere, «dimezza i tempi dei processi, premia chi merita e punisce chi sbaglia». Di Maio ha blindato il suo ministro: «La sua riforma è epocale, sanziona i magistrati che perdono tempo e riduce drasticamente i tempi dei processi. Basta con le spartizioni di potere al Csm. Mi auguro nessuno pensi di bloccarla, sarebbe un grave danno al Paese».

UN’ENORME INCOGNITA SULLA RIFORMA

Il “salvo intese” della notte ha evitato lo strappo plateale. Ma sulla riforma della giustizia grava una enorme incognita con la riforma sullo stop alla prescrizione che, stando alla legge “Spazzacorrotti”, entrerà in vigore il primo gennaio.

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