Cosa prevede la bozza della riforma della giustizia

Cambia la durata delle indagini preliminari e arrivano sanzioni disciplinari per i pm che per «dolo o negligenza inescusabile» non rispettano la tempistica prevista per la richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio. Anm contraria.

10 Luglio 2019 16.08
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La riforma della giustizia targata M5s-Lega comincia a prendere forma. In una bozza del testo che è stata fatta circolare, per quanto riguarda i cambiamenti che la maggioranza intende apportare al processo penale ci sono alcune novità destinate a far discutere.

UNA SOLA PROROGA PER LE INDAGINI PRELIMINARI

Fra queste la modifica della durata delle indagini preliminari. Sarà consentita solo una proroga: sei mesi per tutti i tipi di reato. Attualmente le possibili proroghe sono tre e possono portare a due anni la durata complessiva delle indagini preliminari. Se la riforma venisse approvata in questa versione, quindi, le inchieste sui reati minori (puniti con pena non superiore a tre anni) potrebbero durare al massimo un anno. Per quanto riguarda invece i reati gravi, la durata normale delle indagini preliminari sarà di un anno; infine, per i reati gravissimi come quelli di mafia, strage, omicidio e violenza sessuale, di un anno e sei mesi.

LE SANZIONI PER I PM “RITARDATARI”

Ci sono poi sanzioni disciplinari per i pm che per «dolo o negligenza inescusabile» non rispettano la tempistica prevista per la richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio. Non solo: i pm che entro tre mesi dalla scadenza del termine massimo restano inerti, avranno l’obbligo di depositare – cioè di “svelare” – gli atti di indagine compiuti. E chi non lo farà, sempre per dolo o negligenza inescusabile, compirà un illecito disciplinare.

L’ANM SUL PIEDE DI GUERRA

L’Associazione nazionale magistrati è già sul piede di guerra. E ha espresso la sua «netta contrarietà» rispetto alla bozza di riforma del processo penale messa a punto dal ministero della Giustizia. Il rischio, modficando la durata delle indagini preliminari, sarebbe quello di «vanificare il contrasto non solo alla criminalità organizzata e al terrorismo, ma anche alla criminalità economico-finanziaria e in materia di pubblica amministrazione».

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