Le manovre di M5s, Pd e Leu intorno alla legge elettorale

Salta il vertice dei capigruppo in vista di una possibile riforma. Possibile che il nuovo percorso parta dal Senato. Resta il nodo del taglio dei parlamentari.

10 Settembre 2019 14.40
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È stata rinviata a data da destinarsi la riunione di maggioranza sulla legge elettorale che era prevista alle 18.30 del 10 settembre al Senato. Nella riunione, hanno spiegato fonti di maggioranza, si sarebbe dovuto discutere anche degli assetti delle commissioni e più in generale dell’organizzazione dei lavori. Ma l’incontro tra i capigruppo di M5s, Pd e Leu è stato sconvocato. Secondo diverse indiscrezioni la riforma del sistema di voto potrebbe essere incardinata al Senato, mentre alla Camera dovrà essere deciso entro l’11 il calendario per l’esame in ultima lettura della riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari.

COME POTREBBE ESSERE LA RIFORMA

Il programma di governo al punto 10 afferma che «è necessario inserire, nel primo calendario utile della Camera dei deputati la riduzione del numero dei parlamentari, avviando contestualmente un percorso per incrementare le opportune garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica». Per quanto riguarda le garanzie sulla rappresentanza, questo si traduce in un sistema elettorale proporzionale, come ha spiegato il capogruppo di Leu Federico Fornaro domenica 8 settembre. Nel programma però non ci sono specifiche ulteriori – tranne la riforma con il voto ai diciottenni in Senato – ma nelle dichiarazioni sono state indicate: sfiducia costruttiva, partecipazione dei Presidenti delle Regioni alle Sedute del Senato quando affrontano leggi sulle regioni, qualche differenziazione tra Camera e Senato.

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