La norma per i rimborsi ai truffati dalle banche nel decreto crescita

La norma per i rimborsi ai truffati dalle banche nel decreto crescita

03 Aprile 2019 14.38
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Blindare i rimborsi ai cosiddetti truffati dalle banche, circa 300 mila persone, riscrivendo con il decreto crescita la norma inserita attualmente nella legge di bilancio e su cui pende il rischio di contenziosi con l'Unione europea e con la Corte dei Conti. È questa l'ultima novità emersa da ambienti del governo in vista del Consiglio dei ministri convocato dal premier Giuseppe Conte per il 4 aprile. Subito dopo toccherebbe al decreto attuativo del ministero dell'Economia, ovvero al regolamento destinato a far partire concretamente i ristori. In questo modo, ovvero correggendo la norma originaria messa nella manovra, si garantirebbero i funzionari del Mef rispetto al rischio di procedimenti davanti alla magistratura contabile.

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LA CONFERMA DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA

Lo stesso Conte, prima che si diffondesse la notizia, aveva detto di «confidare che nel decreto crescita ci siano anche le norme per quanto riguarda i truffati, ma si tratta di un'iniziativa che compete al ministro Tria a cui ho già chiesto di adottare presto un decreto con le norme che consentano un celere risarcimento, è un impegno del governo». Successivamente è arrivata la conferma del Tesoro: i testi per rendere operativo il Fondo di indennizzo dei risparmiatori sono già stati consegnati alla presidenza del Consiglio per essere inseriti nel decreto crescita.

MA TRIA INSISTE SUL RISPETTO DEI PALETTI EUROPEI

Il ministro Tria, tuttavia, non sarebbe disposto a ignorare i paletti che la normativa europea impone in materia di rimborsi a risparmiatori e piccoli investitori. Una posizione che suscita l'irritazione del M5s. Per questo, sui testi presentati dal Mef a Palazzo Chigi, ci sarebbe ancora uno stallo e al titolare del Tesoro sarebbe stato chiesto di riformularli entro il Consiglio dei ministri previsto per il 4 aprile. Nel decreto crescita dovrebbero trovare spazio molti altri interventi. Ecco quali sono i più importanti.

SPUNTA LA CONVERSIONE DEL PRESTITO PONTE AD ALITALIA

Il ministero dello Sviluppo avrebbe avanzato la richiesta di inserire nel decreto crescita una norma per dare la possibilità di convertire in azioni il prestito-ponte concesso ad Alitalia, aprendo così la porta al ritorno diretto dello Stato nel capitale della compagnia. Sulla formulazione ci sarebbero però delle perplessità e il ministero dell'Economia starebbe quindi studiando un testo di sintesi delle diverse esigenze.

ROTTAMAZIONE CARTELLE ANCHE PER GLI ENTI LOCALI

Il decreto dovrebbe poi contenere l'allargamento della rottamazione delle cartelle anche agli enti locali, che non hanno utilizzato per la riscossione l'ex Equitalia. Si prevede infatti che Comuni, Province e Regioni possano deliberare la definizione agevolata, scontando le sanzioni, sulle «entrate, anche tributarie» che non sono state riscosse «a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale» notificati tra il 2000 e il 2017. Gli enti avranno 60 giorni di tempo per decidere.

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DIMEZZATO IL FONDO DI GARANZIA PER ACQUISTO PRIMA CASA

Arrivano 100 milioni nel 2019 per rifinanziare il Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa rispetto ai 200 inizialmente previsti. Si tratta di un fondo istituito con la legge di stabilità del 2013 che concede garanzie fino al 50% dell'importo di mutui erogati per un ammontare inferiore a 250.000 euro connessi all'acquisto o all'acquisto collegato a interventi di ristrutturazione di immobili non di lusso. Senza rifinanziamento, come si legge nella relazione, «le risorse del Fondo si esauriranno entro i prossimi due mesi». Secondo i dati forniti dall'Abi in audizione sulla manovra lo scorso novembre, occasione nella quale l'associazione aveva già lanciato l'allarme sulla fine delle risorse, con la garanzia del Fondo da gennaio 2015 al 25 settembre scorso sono stati ammessi oltre 90mila mutui per oltre 10 miliardi di controvalore, con finanziamenti che per nel 58% dei casi ha interessato giovani tra i 20 e i 35 anni.

GLI IMMOBILI DEGLI ENTI LOCALI NEL PIANO DISMISSIONI

Anche gli immobili degli enti locali entrano nel piano dismissioni per raggiungere il target fissato con l'ultima manovra (950 milioni quest'anno, e 150 milioni l'anno nel 2020 e 2021). Lo spiega la relazione alla misura contenuta nell'ultima bozza del decreto crescita, in cui si ricorda che «oltre l'80% degli immobili delle amministrazioni pubbliche risulta di proprietà degli enti locali». Così si «ampliano e rafforzano» gli strumenti a disposizione del governo «per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica».

TORNA LA VELOCIZZAZIONE DEI LAVORI SU PROPRIETÀ VINCOLATE

Resta, ma vengono introdotti alcuni paletti, la norma per accelerare i lavori dei privati su proprietà vincolate, che hanno bisogno del via libera della soprintendenza per i Beni culturali. Dopo lo stop arrivato dal ministero guidato da Alberto Bonisoli, nell'ultima bozza del decreto crescita si prevede sempre una riduzione da 120 a 90 giorni del termine per il rilascio dell'autorizzazione, oltre i quali scatta il silenzio-assenso, ma resta la possibilità di sospendere i termini se vengono chiesti chiarimenti, elementi integrativi o accertamenti tecnici.

NO DEI BENI CULTURALI ALL'ACCELERAZIONE PER LAVORI SU EDIFICI VINCOLATI

Arriva un nuovo no del ministero dei beni culturali alla norma contenuta del decreto crescita per accelerare i lavori dei privati su edifici vincolati, nonostante i ritocchi proposti al testo. In un documento dell'ufficio legislativo inviato a Palazzo Chigi e al Mef si ribadisce la necessità di riformulare la misura, rendendola tra l'altro transitoria per due anni. Anche il ministro Alberto Bonisoli, secondo quanto si apprende, rimane contrario, come già lui stesso aveva dichiarato nei giorni scorsi.

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