Nunzia Vobis

Il bonificus interruptus svela il tempo delle mele marce M5s

Il bonificus interruptus svela il tempo delle mele marce M5s

17 Febbraio 2018 08.00
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Il meglio del peggio della settimana del 17 febbraio 2018.

STORIE DI UNA CAPA NERA. Giorgia Meloni accusa il museo egizio di Torino di discriminazione al contrario (per l'ingresso scontato ai cittadini di lingua araba) e il suo ufficio stampa, in una nota, sostiene di voler licenziare il direttore Christian Greco: «Una volta al governo Fratelli d’Italia attuerà uno spoil system automatico per tutti i ruoli di nomina». Peccato che non possa farlo: dal 2004 la responsabilità della gestione del museo ricade sotto la Fondazione Museo delle Antichità Egizie e il governo non può intervenire direttamente per rimuovere il direttore.

MARCIO TRIONFALE. Al corteo antifascista di Macerata, proprio nella Giornata del Ricordo, un gruppo di manifestanti ha intonato alcuni cori sulle foibe: «Ma che belle son le foibe da Trieste in giù».

SBAGLIONI. Gaffe di Claudio Baglioni, nel corso della conduzione di Sanremo, sul titolo della canzone di Ultimo, il vincitore delle Nuove proposte: «Il ballo delle apparenze», dice Baglioni presentando il brano, che in realtà si intitola Il ballo delle incertezze.

BONIFICUS INTERRUPTUS. Scoppia il caso Rimborsopoli nel Movimento 5 stelle sollevato da un'inchiesta de Le Iene: dal conto dove i pentastellati versano parte del loro stipendio manca circa un milione di euro. L'escamotage per aggirare la rendicontazione era semplice: dopo aver effettuato il bonifico, in modo da ottenere una ricevuta da esibire sul sito, i parlamentari lo revocavano entro le 24 ore successive, tornando così in possesso del denaro.

THE PAY AFTER. Coinvolti nell'affaire restituzioni grilline anche i parlamentari Andrea Cecconi e Carlo Martelli che solo dopo l'inchiesta de Le Iene hanno versato sul Fondo tutto quello che avevano mancato di inviare. «Sono orgoglioso di loro», ha dichiarato a caldo Luigi Di Maio.

IL TEMPO DELLE MELE. Evidentemente qualcuno deve averglielo fatto notare: ecco perché Di Maio, «orgoglioso» in un primo momento dei suoi parlamentari che hanno restituito i soldi al Fondo, quando ha visto salire il numero degli esponenti del partito coinvolti nel caso è stato costretto al dietrofront: «Tutte le mele marce non resteranno nel nostro gruppo parlamentare».

IL MIO REGNO PER UN CAVILLO. I pentastellati rei di non aver versato parte del loro stipendio sul Fondo sono alla ricerca di alibi e cavilli per giustificarsi e sperare di non essere espulsi dal Movimento: «È colpa dell'impiegato della banca scellerato che ha fatto bisboccia la sera prima e non ha contabilizzato il bonifico» (Giarrusso); «In parlamento mi sono reso conto che l'impegno da eletto mi assorbiva quasi sette giorni su sette e non rimaneva tempo né possibilità di poter seguire la mia attività professionale. Stavo perdendo il lavoro» (Buccarella); «Il ritardo è stato dovuto a seri motivi di natura personale nel merito dei quali non entro» (Martelli); «La colpa è del mio collaboratore ed ex fidanzato che ha utilizzato quei soldi per curarsi» (Sarti).

L'ELOGIO DELLA FOLLIA. Leonardo Cabras, responsabile toscano di Forza nuova, ne è sicuro: «Nei lager nazisti c'erano cinema e piscine». Non solo: «Sei milioni di ebrei morti? Da dove li hanno tirati fuori?», ha aggiunto.

TUTTI INSIEME APP-ASSIONATAMENTE. È uscita Umarells, la app che segnala i lavori in corso ai pensionati e agli amanti dei cantieri stradali (chiamati umarells, appunto, in dialetto emiliano).

ROMA CITTÀ APERTA.

LA DONNA È IMMOBILE. «Immobilismo e mancanza di capacità realizzativa». È questa l'accusa rivolta all'amministrazione di Virginia Raggi da parte di Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, in merito ai 3 miliardi di fondi stanziati per il rilancio della Capitale. Secondo il Mise, infatti, nonostante quei fondi siano stati stanziati, a mancare sono stati proprio «i progetti di sviluppo» che «non sono ancora stati trasformati in qualcosa di reale per mancati seguiti (operativi o finanziari) da parte dell'amministrazione comunale».

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