Il vero problema del M5s non è Salvini ma la rimonta del Pd

Di Maio può reggere la perdita di voti a favore della Lega, l'ha già metabolizzata. Ma non resisterebbe se fosse raggiunto o superato da Zingaretti. 

13 Maggio 2019 07.37
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I sondaggi finora hanno dato la Lega su, talvolta meno, ma sempre raddoppiando il risultato delle Politiche. Hanno detto che i 5 stelle hanno perso buona parte del loro elettorato. Hanno certificato un blocco nell’erosione del Pd con qualche segnale di ripresa. Il resto non conta.

Tuttavia il risultato da guardare dopo il voto europeo non sarà quello di Matteo Salvini. Salvini può andare bene o benissimo ma è già vincitore della battaglia elettorale a meno che in questa settimana non si distacchi da lui una fetta di elettorato moderato stanco dei suoi proclami.

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Il risultato da guardare è quello del rapporto fra Pd e 5 stelle. La vera rivoluzione sarebbe se i due partiti fossero alla pari ovvero se Nicola Zingaretti riuscisse a superare Luigi Di Maio. Il capo politico dei 5 stelle, come si fa pomposamente chiamare, reggerebbe la perdita di voti a favore di Salvini ma non resisterebbe un minuto se fosse raggiunto o addirittura sorpassato da Zingaretti.

IL M5S HA REALIZZATO IL SOGNO DEI MOVIMENTI DI DESTRA

Solo queste ultime due prospettive possono determinare una novità nella situazione politica italiana. I 5 stelle hanno già metabolizzato il sorpasso di Salvini. Si sono rassegnati e sperano di potere, almeno nell’ala che fa capo a Di Maio, restare nel governo per logorarlo e risucchiare un po’ di voti di sinistra per bilanciare l’en plein di Salvini a destra. Se risultasse invece che il Pd ha rimontato, se diventasse evidente che il voto di sinistra è tornato a casa o è tornato in sonno per Di Maio inizierebbero i guai. Innanzitutto i guai interni. Il Movimento 5 stelle nella sua enfasi di non essere né di destra né di sinistra ha realizzato il sogno dei movimenti di destra, cioè fare ragionamenti demagogici di sinistra per strutturare una nuova destra. Se venisse a cadere l’appoggio dell’elettorato di sinistra per Di Maio & company sarebbe una vera tragedia e sarebbe una tragedia anche per Roberto Fico o per Alessandro Di Battista.

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La remuntada del Pd, invece, riaprirebbe un discorso nella sinistra del tutto nuovo. In primo luogo perché direbbe che la sinistra o fa la sinistra, anche un po’ rosata non necessariamente rossa, o non esiste. In secondo luogo direbbe che se si vuole aprire un dialogo con i 5 stelle lo si potrà fare solo da una posizione di parità elettorale.

ORA L'ELETTORATO DI SINISTRA PUÒ CONTARE QUALCOSA

Tutto ciò porta a dire che il risultato del Pd è più importante del risultato della lista Bonino e di quella di sinistra. Per carità, votateli se volete. Ma se li votate vuol dire che avete deciso di non contare una mazza nel futuro scenario del Paese. Non scrivo che chi non vota Pd aiuta Salvini. Non lo penso e non sarebbe vero. Penso, però, che chi non vota Pd in questa occasione decide che la situazione resterà quella che già conosciamo. Credo che vadano criticati i dirigenti della sinistra, ma anche gli elettori di sinistra, quando votano 5 stelle o rinunciano a dare il secondo posto al Pd zingarettiano, sono una manica di teste di rapa. Ve l’ho detto.

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