Le acque agitate tra Salvini e M5s su rimpatri e sicurezza

Le acque agitate tra Salvini e M5s su rimpatri e sicurezza

Tre sbarchi in un giorno. Il leghista scrive a Conte per «fare di più coi Paesi d'origine». Ma i grillini lo inchiodano: «Copre i suoi fallimenti». E vogliono bloccare anche il nuovo decreto del Viminale.

10 Maggio 2019 19.46
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Comizio ad Ascoli Piceno, 8 maggio 2019. Matteo Salvini: «Avevo promesso che se votavate la Lega non sarebbero più arrivati barchini e barconi e cosi è stato. I buonisti di ieri avevano trasformato il Mediterraneo in un cimitero. Abbiamo dimezzato il numero di morti e dispersi». Neanche 48 ore dopo, 10 maggio: tre sbarchi di migranti in un giorno solo. Nonostante la linea dei "porti chiusi". E l'ennesima tragedia in mare: 60 morti su un barcone naufragato a 40 miglia dalle coste tunisine. Così lo storytelling del ministro dell'Interno si è guastato. E sono riprese le scintille tra Carroccio e Movimento 5 stelle.

Salvini ha reagito scrivendo al premier Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi per sollecitare «un salto di qualità» sul tema dei rimpatri. Il capo del Viminale ha chiesto nuovi accordi bilaterali («che non sono di mia competenza») con i Paesi di origine che siano condizionati all'accettazione di una quota di stranieri irregolarmente presenti in Italia. I grillini però hanno replicato attaccandolo: «Non faccia lo gnorri e si prenda le responsabilità invece di coprire i suoi fallimenti. I rimpatri sono di sua competenza».

SALVINI VUOLE IL POTERE DI VETO SUI TRANSITI IN MARE

Il vicepremier leghista ha risposto a sua volta annunciando un decreto sicurezza bis con cui intende riscrivere le competenze sui transiti in mare attribuendo al suo ministero il potere di veto. Iniziativa che però ha innervosito ulteriormente il M5s, deciso a bloccare il provvedimento, ma convinto che possa essere il Quirinale a bocciare la norma. Insomma un altro capitolo della guerra ormai quotidiana tra quelli che dovrebbero essere due alleati di governo. A pochi giorni dalle elezioni europee del 26 maggio.

I nuovi sbarchi sono dovuti al mare calmo e alla caotica situazione in Libia. Salvi i 36 migranti soccorsi e portati ad Augusta dalla Marina militare, così come i 30 prelevati dalla nave Mare Jonio e sbarcati a Lampedusa e i circa 70 intercettati dalle motovedette di Guardia costiera e Guardia di finanza mentre cercavano si arrivare sull'isola a bordo di un barchino.

NAVE ACCUSATA DI FAVOREGGIAMENTO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

L'attenzione di Salvini si è focalizzata sulla Mare Jonio. «Non entrerà a Lampedusa da nave libera», aveva annunciato in mattinata, «senza portare via il lavoro ai magistrati». Questi ultimi non si sono fatti vivi, ma il Viminale ha fatto sapere che la nave di Mediterranea saving humans è stata sequestrata "d'iniziativa" dalle Fiamme gialle che avrebbero rilevato alcune irregolarità. L'ipotesi accusatoria è quella di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il capo missione Beppe Caccia ha ribattuto: «Noi non abbiamo avuto alcuna notifica di irregolarità o di sequestro», e comunque «il sorriso di Alima, la bambina sudanese di due anni che abbiamo salvato ieri, vale qualsiasi denuncia e qualsiasi problema giudiziario».

Per lo stop della Mare Jonio si sono espressi anche Conte e Di Maio. «Ci siamo sentiti con Salvini e siamo d'accordo sul sequestro, la nave era stata già diffidata, ora si faranno le verifiche», ha detto il premier, aggiungendo: «Ma i migranti a bordo verranno fatti scendere e messi in sicurezza, ci mancherebbe, mica li mettiamo nelle patrie galere o li affoghiamo in mare». Di Maio ha ricordato che «questa nave è stata sequestrata un'altra volta, spero che si arrenda e smetta di girare nel Mediterraneo, facendo una serie di azioni che evidentemente hanno qualcosa che non va».

Salvini ha sempre detto che l'immigrazione e i rimpatri sono temi suoi e ora che sta clamorosamente fallendo tira dentro Conte e gli altri ministeri

Intanto Salvini ha rivendicato i 2.179 rimpatri forzati del 2019. Dicendo che serve fare di più. Fonti pentastellate vicine al premier Conte lo hanno però inchiodato: «Salvini ha sempre detto che l'immigrazione e i rimpatri sono temi suoi e ora che sta clamorosamente fallendo con i rimpatri tira dentro Conte e gli altri ministeri. Non usi strategie per coprire i suoi fallimenti». L'altra mossa del ministro dell'Interno indigesta per gli alleati è la bozza del decreto sicurezza bis: il M5s nuon vuole far passare il provvedimento. Così le acque restano agitate.

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