La proposta di legge sul salario minimo viene rinviata in commissione

Il sì al rinvio arriva dalle forze di maggioranza che, secondo l'opposizione, prendono a schiaffi l'aula di Montecitorio e sono fuori dalla realtà. Conte e Schlein se la prendono con Fratelli d'Italia e il governo Meloni, Foti (Fdi) li accusa di incoerenza e memoria corta.

La proposta di legge sul salario minimo viene rinviata in commissione

La proposta di legge sul salario minimo presentata dalle opposizioni è stata rinviata in commissione dall’aula della Camera. Nella seduta del 18 ottobre 2023 i parlamentari erano chiamati a scegliere se votare gli emendamenti e gli articoli in essa contenuti oppure optare per il loro rinvio in commissione. La scelta di quest’ultima modalità d’azione, passata con 21 voti di differenza, ha fatto infuriare le forze di opposizione che, come nel caso del presidente del M5s Giuseppe Conte, hanno parlato di «delitto perfetto contro una misura di civiltà». A votare a favore del rinvio sono stati i partiti della maggioranza. Contrarie invece le forze di opposizione, ovvero Pd, M5S, Azione, Più Europa e Verdi-Sinistra.

Conte: «Basta schiaffi a quest’aula»

Tra i primi a tuonare contro la decisione del rinvio presa dalla maggioranza c’è il presidente del Mooimento 5 stelle Giuseppe Conte che, nel suo discorso alla Camera, ha affermato: «Affidate al rimpallo tra Cnel e rinvio in commissione la realizzazione del delitto perfetto contro una misura di civiltà. Anziché votare ci state chiedendo di rispedire la pdl in commissione per farla morire lì, ma non vi consentiremo rinvii e meline. Basta schiaffi a quest’aula. La politica dovrebbe mettere via le bandiere e dire che l’Italia è uno dei cinque Paesi su 27 in Europa che ancora non ha il salario minimo».

Elly Schelin (Pd) e Giuseppe Conte (M5S) alla Camera
Elly Schelin (Pd) e Giuseppe Conte (M5S) alla Camera (Imagoeconomica).

Per Schlein la maggioranza fugge dalla realtà

Molto netto e contrariato anche il commento della segretaria del Pd Elly Schlein: «Fuga dalla realtà, non vi vergognate? Oggi date un colpo ai 3,5 milioni di lavoratori poveri e poverissimi. Il segnale che lanciate è inequivocabile: non contate nulla. Vorrei aveste incontrato quei due vigilanti all’aeroporto di Torino che mi hanno raccontato che prendono 5 euro l’ora e devono fare tre lavori per campare. Invece vi presentate a mani vuote. Il rinvio è un modo per buttare la palla in tribuna, per non trovarsi nell’imbarazzo di dire no a una proposta di legge apprezzata anche da una parte dell’elettorato che ha votato per voi». E ancora: «Avete fatto dire ad altri ciò che voi non avete il coraggio di dire: cioè che è normale avere salari bassi. Non avvertite sulla vostra pelle alcun senso di vergogna? La vostra scelta oggi è pavida, oltre a essere cinica. Abbiate il coraggio, se siete contrari, di votare contro affossando questa proposta».

La maggioranza si difende: «Le opposizioni vogliono buttarla in caciara»

Il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, ha invece difeso la scelta presa dall’aula e dal centrodestra accusando le opposizioni di voler «buttare in caciara» la questione del salario minimo e di comportarsi «come allo stadio».

Tommaso Foti (FdI)
Tommaso Foti (Imagoeconomica)

Poi l’attacco diretta a Elly Schlein: «Voi siete in fuga da qualche anno. Nel 2014 il M5s ha presentato una proposta di legge. Il salario minimo era 9 euro. Era uno sbaglio allora o è una presa in giro oggi? O un compromesso che avete fatto? Spiegatelo, spiegatene le ragioni sotto il profilo economico. Quella cifra è buttata lì, è solo buttata lì. Un approfondimento in commissione deve essere fatto. La differenza tra quest’aula e lo stadio è che qui ci sta gente abituata a fare delle leggi, altri – in fuga dallo stadio – vengono qui per comportarsi come allo stadio».