Anche tenere i soldi sotto il materasso è molto rischioso

Molti risparmiatori pensano di essere al sicuro lasciando i propri denari sul conto corrente e non si rendono conto di come l'inflazione eroda il loro patrimonio.

16 Agosto 2019 14.00
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La crisi politica, le incertezze dei mercati, la sfiducia nel sistema bancario e la stagnazione economica producono un effetto “paura” del futuro che porta sistematicamente i cittadini a ripetersi che «forse è meglio conservare i propri risparmi sotto l’iconico materasso». Gli stessi cittadini che, combattuti tra la paura del futuro e l’ingordigia umana, poi ti chiedono «il miglior investimento in termini di rendimento senza rischiare nulla». La risposta è semplice. Prima di chiedervi (e chiedermi) come far fruttare i vostri risparmi, provate ad assumere consapevolezza di chi siete. Siete dei risparmiatori o degli investitori?

LA DIFFERENZA TRA RISPARMIATORE E INVESTITORE

Il risparmiatore è colui che trattiene una parte del proprio reddito e la lascia lì, in bella mostra sul conto corrente, nelle cassette di sicurezza (tra i prodotti piu venduti negli ultimi anni in banca) o in un cassetto di casa, in attesa di consumarla in futuro per un evento imprevisto o per l’acquisto di un bene. Non pianifica, non si pone obiettivi e accumula risparmi in attesa di «fare qualcosa».

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L’investitore, invece, non si accontenta di questo. Vuole aumentare la sua ricchezza impiegando i sui risparmi nel tempo. Pertanto si «priva» dei suoi soldi per un periodo definito con l’intento di farli crescere, in modo da raggiungere un preciso obiettivo di vita: per esempio, procurarsi la somma necessaria per iscrivere il figlio a un master all’estero.

Il risparmiatore non vuole correre alcun rischio, l’investitore sa che nulla è esente da rischi

Il risparmiatore vive alla giornata, l’investitore pianifica per obiettivi di vita. Il risparmiatore mantiene tutto liquido o liquidabile in poco tempo, l’investitore si priva del suo risparmio per periodi lunghi, puntando a buoni rendimenti e proteggendosi dall’inflazione. Il risparmiatore concentra il suo patrimonio finanziario, l’investitore tende a diversificare. Il risparmiatore non vuole correre alcun rischio, l’investitore sa che nulla è esente da rischi, neppure tenere i soldi sul conto corrente.

COME L’INFLAZIONE ERODE I NOSTRI RISPARMI

Molti risparmiatori, infatti, pensano di stare al sicuro lasciando i propri soldi sul conto corrente (o su altro strumento simile, per esempio un conto deposito) o addirittura sotto il simbolico materasso. La verità, invece, è che proprio questo comportamento apparentemente sicuro genera perdite certe, perché soggetto a un fenomeno molto sottovalutato dai risparmiatori: l’inflazione, che è come un nemico invisibile! L’inflazione è un virus, un fenomeno subdolo e vigliacco, un tarlo che si insinua nel nostro patrimonio e lo erode lentamente, senza che ce ne accorgiamo.

L’inflazione, infatti, non è altro che l’aumento generalizzato dei prezzi. In pratica, se nel 2000 avevamo risparmiato 100 euro, con quei soldi potevamo comprarci quaranta pizze da 2,5 euro ciascuna; oggi con gli stessi 100 euro possiamo comprare solo venticinque pizze, perché il prezzo é salito a 4 euro. I 100 euro sono sempre gli stessi, ma non hanno più lo stesso valore, visto che non ci consentono più di comprare gli stessi beni di vent’anni fa. Questo significa che se vi limitate a lasciare i vostri risparmi sul conto corrente, il tempo e l’inflazione genereranno una perdita certa, anno dopo anno. Si verifica cioè una riduzione del cosiddetto «potere d’acquisto», che non vi permetterà più di comprare le stesse cose che compravate prima.

LA PERDITA DEL POTERE D’ACQUISTO

L’inflazione media, oggi nel nostro Paese, è poco sotto l’1% ma, a semplice titolo di esempio, voglio fornirvi una tabella di semplice interpretazione che mostra la perdita di potere d’acquisto di 100 mila euro nel corso degli anni per effetto della crescita dei prezzi (inflazione) del 2% all’anno. Come potete vedere, mantenendo i vostri soldi fermi sul conto corrente al cospetto di un’inflazione del 2%, in cinque anni il vostro capitale di 100 mila euro subirà una perdita certa di 9.426,92 euro. In 10 anni la perdita sara di 17.965,17 euro, in 20 di 32.702,87 euro e in 30 di ben 44.792,91 euro! Di fronte a questi numeri vi renderete conto che, se avete del risparmio accumulato o prevedete di accumularlo, vi conviene cercare una remunerazione adeguata per i vostri soldi.

L’IMPORTANZA DELLA CONSAPEVOLEZZA FINANZIARIA

Ma tutto questo in banca ve lo spiegano ? Avete consapevolezza di questi concetti basici? La consapevolezza finanziaria, come specificato nel mio libro Soldi Gratis (Sperling&Kupfer), viene prima della educazione finanziaria. Non si può piu pretendere che un pensionato, una casalinga, un operaio o un imprenditore possa afferrare la logica che muove i mercati della speculazione o degli investimenti, ma piuttosto si deve permettere ai cittadini di comprendere e usare al meglio gli strumenti alla base del rapporto di fiducia con la loro banca. Si tratta di cittadini che non hanno più tempo per acquisire le competenze necessarie a capire i concetti più complessi della finanza: troppo tardi, ormai. Piuttosto, hanno bisogno di indicazioni precise, pratiche, simili a quelle dei tutorial che cerchiamo sul web quando, per esempio, il nostro smartphone si blocca e vogliamo rimediare da soli. Lo facciamo tutti, senza avere una laurea in ingegneria informatica.

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Commenti: 5

  1. Ah,solo l’inflazione! Non anche il 26%sulle plusvalenze(compensabili non sempre con le minus,e mai i dividendi)la(mini)patrimoniale a cadenza semestrale,persino la Tobin tax,anche se in perdita;molto probabile,vista la depenalizzazione del falso in bilancio.Capisco…

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