Come sono andate le elezioni in Repubblica democratica del Congo

Come sono andate le elezioni in Repubblica democratica del Congo

10 Gennaio 2019 13.48
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Le elezioni della Repubblica democratica del Congo del 30 dicembre scorso potrebbero avere un vincitore. Il condizionale è d'obbligo, perché i dubbi e le contestazioni non mancano. La Commissione elettorale ha reso noto che il leader dell'opposizione, Felix Tshisekedi, ha conquistato la maggioranza dei voti davanti a Martin Fayulu e Emmanuel Shadary. Ma il risultato è stato pesantemente contestato in patria come all'estero. Quello che è certo è che, almeno formalmente, è finita l'era del del presidente Joseph Kabila, al potere da 18 anni con un mandato scaduto nel 2016.

TESTA A TESTA TRA I DUE OPPOSITORI

Le prime rilevazioni, non ancora definitive, mostrano un margine molto sottile. Il vincitore, 55 anni, figlio di un leader dell’opposizione morto nel 2017, si sarebbe imposto con il 38,57% davanti all'altro leader dell'opposizione Fayulu, ex dirigente della compagnia petrolifera Exxon Mobil, al 34,8% e a Shadary, il delfino del presidente uscente Joseph Kabila, che non sarebbe riuscito ad andare oltre al 23,8%.

LE CONTESTAZIONI DI FAYULU

Il primo a contestare il voto è stato proprio Fayulu, che alla vigilia era dato come favorito da uno dei pochi sondaggi attendibili circolati in occasione del voto, quello del newyorkese Congo Research Group. Questi risultati, ha detto, «non hanno niente a che fare con la verità». I suoi supporter hanno sollevato il sospetto Tshisekedi possa aver trovato una specie di intesa con l'amministrazione del presidente uscente. Fergal Keane, sulla Bbc, ha scritto che il vincitore è visto da molti come il candidato meno discutibile da parte del capo dello Stato, tanto che nessuno del suo enturage ha commentato in modo negativo i risultati.

I DUBBI DELLA CHIESA CONGOLESE

Forti dubbi sull'esito della consultazione è stata espressa anche dalla Chiesa cattolica del Congo, secondo la quale i risultati ufficiali differiscono dal conteggio fatto dai suoi 40.000 osservatori che hanno monitorato il voto. Il segretario generale dei vescovi congolesi, Donatien Nshole ha però omesso di rivelare chi sia il vincitore secondo il conteggio degli osservatori ecclesiastici. Secondo quanto trapelato nei giorni scorsi, alla Chiesa risulta vincitore Fayulu. La chiesa, è una delle poche istituzioni che gode di credibilità nel Paese africano, ha esortato alla calma e ha detto che coloro che vogliono contestare l'esito del voto dovrebbero farlo seguendo le procedure legali previste. Che gli osservatori della Chiesa avessero rilevato una vittoria di Fayulu era stato rivelato da un consigliere del presidente uscente, Joseph Kabila, la settimana scorsa, per criticare un monito lanciato dalla Conferenza episcopale nazionale affinché non ci fossero brogli e venisse rispettata la volontà degli elettori.

PERPLESSITÀ ESPRESSA ANCHE DA BELGIO E FRANCIA

Dubbi sulla correttezza dello spoglio sono stati espressi anche dalla Francia. Per Jean-Yves Le Drian, ministro degli Esteri transalpino, «sembra davvero che i risultati dichiarati non siano coerenti con i veri risultati». «A prima vista», ha concluso, «Fayulu era il leader che usciva da queste elezioni». Anche il ministro ha ribadito che i risultati monitorati dalla CENCO (la conferenza episcopale del Congo), indicano esisti completamente diversi. Didier Reynders, ministro degli esteri dell'ex potenza coloniale belga, ha detto che il Belgio porrà la questione delle elezioni congolesi al Consiglio di sicurezza Onu, dove Bruxelles ha appena assunto un seggio biennale. «Abbiamo alcuni dubbi che vanno verificati e che saranno discussi nei prossimi giorni durante il Consiglio di sicurezza», ha spiegato il ministro all'emittente pubblica RTBF.

CHI È FELIX TSHISEKEDI

Come ha scritto Le Monde Tshisekedi si appresta a diventare il quinto presidente del più grande Paese dell'Africa subsahariana, esteso come l'Europa occidentale. Un Paese con nove frontiere, ricco di risorse naturali e primo produttore al mondo di cobalto, che lo rende uno dei Paesi più corteggiati dalle multinazionali tecnologiche. Tshisekedi, che fa parte delle buona borghesia congolese e ha vissuto diversi anni a Bruxelles, è l'erede politico del padre Etienne che per lungo tempo è stato uno degli oppositori più noti sia del dittatore Mobutu Sese Seko che di Kabila. Parlando ai propri sostenitori Tshisekedi, che si è definito «eletto provvisoriamente» ha usato toni concilianti dei confronti dello stesso Kabila considerato a suo dire «un partner nel cambiamento democratico» del Paese.

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