Cosa ha deciso la Bce di Mario Draghi su tassi e stime di crescita

Cosa ha deciso la Bce di Mario Draghi su tassi e stime di crescita

07 Marzo 2019 12.47
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Tassi fermi fino alla fine del 2019 e non solo fino all'estate e poi un nuovo piano di finanziamenti a lungo termine alle banche da settembre e fino al marzo del 2021: è questa la nuova road map decisa dalla Banca centrale europea con approvazione unanime da parte del board. La banca centrale ha rivisto nuovamente al ribasso le stime di crescita dell'Eurozona, prevedendo per il 2019 un aumento del Pil dell'1,1% rispetto all'1,6% stimato a dicembre. Di fronte a questa frenata l'Eurotower ha modificato la forward guidance annunciando che i tassi di interesse rimarranno fermi fino alle fine del 2019 (rpt fine) e non più solo fino all'estate prossima.

DRAGHI: «FRENATA SENSIBILE PER LA CRESCITA DELLA ZONA EURO»

Il presidente del board Mario Draghi ha detto che le nuove misure sono state prese dopo un'ampia valutazione del quadro macroeconomico, e «nell'obiettivo della stabilità dei prezzi». La crescita economica dell'Eurozona ha infatti mostrato segni di «sensibile rallentamento» con «prospettive più deboli del previsto» nel breve termine. Draghi ha anche annuciato che la Bce ha nuovamente rivisto al ribasso le stime di crescita per l'Area Euro, portando il Pil 2019 a +1,1% da +1,7% stimato a dicembre, che era già stata limato dal +1,8% precedente. Limata a +1,6% da +1,7% la stima per il 2020, mentre il 2021 la Bce conferma una crescita dell'1,5%. Tagliate anche le stime sull'inflazione dell'Eurozona per il 2019 all'1,2% dall'1,6% atteso in precedenza. Riviste al ribasso anche le previsioni per il 2020 a 1,5% (da 1,7% precedente) e per il 2021 a 1,6% (da 1,8%).

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ITALIA E AUTO TEDESCA TRA I FATTORI CHE HANNO PORTATO AL RIBASSO

Nelle valutazioni della Bce «le probabilità di una recessione sono molto basse», ha detto Draghi, ma i rischi per le prospettive economiche dell'Eurozona «restano orientati al ribasso» nonostante le misure prese dalla Bce, a causa di una serie di fattori esterni che vanno dal protezionismo, alle incertezze intorno a Brexit, a «ciò che sta accadendo in Cina fino all'effetto sempre più debole dello stimolo fiscale negli Usa». Tuttavia fra i vari fattori che hanno comportato una forte revisione al ribasso della stima di crescita sul 2019,«uno di questi è certamente l'Italia». E un altro che ha citato è «il settore automobilistico tedesco».

PRESTITI ALLE BANCHE PERCHÉ PRESTINO A LORO VOLTA

Draghi ha anche aggiunto che «i Paesi in cui il debito pubblico è elevato devono continuare a ricostituire cuscinetti fiscali. Tutti i Paesi dovrebbero continuare ad aumentare gli sforzi per ottenere una composizione più favorevole alla crescita delle finanze pubbliche». «L'attuazione trasparente e coerente del quadro di governance fiscale ed economica dell'Unione europea nel tempo e tra i Paesi rimane essenziale per rafforzare la capacità di ripresa dell'economia della zona euro». Draghi ha anche specificato che i maxi-prestiti alle banche annunciati oggi dalla Bce servono ad «assicurare che le banche possano prendere a prestito e prestare» a condizioni accettabili, e «non perché comprino bond sovrani». E ha ammesso che questo è successo con il primo Tltro e che poi questo rischio è stato successivamente evitato. In ogni caso nella riunione del Consiglio, ha specificato il presidente, non si è discusso della possibilità di riattivare il programma di Quantitative easing.

INFLAZIONE SOSTENUTA DALL'AUMENTO DEI SALARI

L'andamento dell'inflazione di fondo «rimane generalmente attenuato, ma le pressioni sul costo del lavoro si sono rafforzate», ha spiegato il n°uno del board Bce: l'indebolimento dell'economia «sta rallentando l'aggiustamento dell'inflazione verso il nostro obiettivo», ha argomentato, ma «in prospettiva, l'inflazione sottostante dovrebbe aumentare nel medio termine, sostenuta dalle nostre misure di politica monetaria, dall'espansione economica in corso e dall'aumento crescente dei salari».

Nella nota diffusa al termine della riunione di politica monetaria, l'Eurotower spiega che i tassi di interesse si manterrannov«su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla fine del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine».

NUOVO PIANO DI FINANZIAMENTO ALLE BANCHE DA SETTEMBRE 2019

La banca centrale ha annunciato che una nuova serie di operazioni trimestrali mirate di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO-III) sarà lanciata, a partire da settembre 2019 e terminerà nel marzo 2021. Ciascuna avrà una scadenza di due anni. Queste nuove operazioni contribuiranno a preservare le favorevoli condizioni di prestito bancario e la regolare trasmissione della politica monetaria. Lo annuncia la Bce. Le indiscrezioni sul nuovo piano diffuse da Bloomberg il 6 marzo hanno fatto calare lo spread tra titoli di Stato italiani e bund tedeschi. E il 7 marzo hanno risollevato i mercati e in particolare Piazza Affari che ha accelerato e girato in positivo. «Le controparti avranno il diritto di prendere in prestito fino al 30% dello stock di prestiti idonei al 28 febbraio 2019 ad un tasso indicizzato al tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali nel corso della durata di ciascuna operazione», spiega la Bce aggiungendo che come nel caso del programma TLTRO, il TLTRO-III «offrirà incentivi per mantenere condizioni di credito favorevoli. Ulteriori dettagli sui termini precisi di TLTRO-III saranno comunicati a tempo debito» Le operazioni di prestito dell'Eurosistema continueranno a essere condotte come procedure di asta a tasso fisso con piena aggiudicazione per il tempo necessario e almeno fino alla fine del periodo di mantenimento della riserva a partire dal marzo 2021. In una nota la Bce ha precisato che i reinvestimenti proseguiranno «finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario». Il Consiglio direttivo, si legge nel comunicato, «intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse».

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