La circolare Inps sulla rivalutazione delle pensioni

22 Marzo 2019 15.23
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L'Inps, con una circolare appena pubblicata, ha chiarito che dal prossimo primo aprile le pensioni superiori a tre volte il minimo (oltre i 1.522 euro al mese) subirano una rimodulazione della perequazione rispetto all'inflazione, così come previsto dalla legge di bilancio varata dal governo M5s-Lega.

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IL TAGLIO RIGUARDA 5,6 MILIONI DI PERSONE

I trattamenti interessati sono 5,6 milioni. Per circa 2,6 milioni delle posizioni interessate la riduzione media mensile dell'importo lordo risulta di 28 centesimi. Per i trattamenti fino a tre volte il minimo la rivalutazione è piena, mentre per gli altri la rivalutazione rispetto all'inflazione andrà dal 97% per i trattamenti tra le tre e le quattro volte il minimo (da 1.522 a 2.029 euro al mese) al 40% per i trattamenti superiori a 4.569 euro. Di fatto, se le pensioni fino a 1.522 euro riceveranno un incremento dell'1,1% quelle oltre le nove volte il minimo recupereranno solo lo 0,44%.

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QUANTO DOVRANNO PAGARE I PENSIONATI PER IL CONGUAGLIO

Nei prossimi mesi, inoltre, l'Inps chiederà il conguaglio di quanto indebitamente percepito nei primi tre mesi del 2019, visto che la nuova perequazione andava applicata già dal primo gennaio, ma visti i tempi lunghi richiesti per l'approvazione definitva della manovra non è stato possibile farlo. L'operazione di ricalcolo effettuata dall'istituto di previdenza ha riguardato i trattamenti di importo complessivo lordo superiore a tre volte il minimo. Per importo complessivo lordo s'intende la somma di tutte le pensioni di cui un soggetto è titolare, erogate sia dall'Inps che dagli altri enti previdenziali, assoggettabili al regime della perequazione cumulata. Dal ricalcolo, l'importo lordo complessivo dei trattamenti pensionistici dovuto da gennaio 2019 risulta inferiore a quello già calcolato sulla base dei criteri previgenti alla riforma. Nei prossimi mesi l'Inps comunicherà ai pensionati le modalità di recupero delle somme. Il recupero dovrebbe arrivare a giugno, dopo le elezioni europee. Il Sole24Ore ha fatto una simulazione, per provare a stimare l'importo dei conguagli:

  • Una pensione fino a 1.522,26 euro non subirà alcun taglio, dunque il conguaglio è nullo.
  • Una pensione di 2.300 euro lordi nel 2018 è passata a 2.324,44 euro da gennaio a marzo. Ad aprile scenderà a 2.319,48 euro. L’importo da restituire sarà di circa 5 euro al mese, 15 euro per il trimestre gennaio-marzo 2019;
  • Una pensione di 2.800 euro lordi nel 2018 è passata a 2.828,96 euro da gennaio a marzo. Ad aprile scenderà a 2.816,02 euro. L’importo da restituire sarà di 12,94 euro al mese, 49 euro per il trimestre gennaio-marzo 2019;
  • Una pensione di 4.700 euro lordi nel 2018 è passata a 4.744,64 euro da gennaio a marzo. Ad aprile scenderà a 4.720,68 euro. L’importo da restituire sarà di 24 euro al mese, 72 euro per il trimestre gennaio-marzo 2019.

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SECONDO LA CGIL NEL TRIENNIO 2019-2021 IL PRELIEVO SARÀ DI 2,2 MILIARDI

Il sindacato dei pensionati Spi-Cgil ha calcolato che in tutto il conguaglio dovuto per i primi tre mesi del 2019 varrà 100 milioni di euro. Inoltre, con il nuovo meccanismo di rivalutazione che andrà a regime a partire da aprile, il governo «arriverà a recuperare dalle tasche dei pensionati 2,2 miliardi nel triennio 2019-2021. Somme che verranno sottratte a chi ha lavorato una vita e non ha alcuna colpa. Se si sostiene che si tratta di pochi soldi, che li lascino allora ai pensionati senza sottoporli all'ennesima rapina nei loro confronti».

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