Redazione

Il caso politico del biografo di Salvini a Unomattina

Il caso politico del biografo di Salvini a Unomattina

La Rai verso l’assunzione di Roberto Poletti, ex direttore di Radio Padania, scelto per condurre la trasmissione estiva. Anzaldi del Pd: «Trasformazione leghista a spese dei contribuenti».

05 Giugno 2019 07.07

Like me!

Dopo la battaglia contro Fabio Fazio – che si è congedato da RaiUno costretto a migrare sul secondo canale -, l’attacco a Gad Lerner e le polemiche su un servizio “nostalgico” su Predappio e Benito Mussolini, un altro caso politico scuote la Rai sempre più a connotazione leghista e salviniana. E riguarda il programma Unomattina.

IL PD: «SILENZIO DA PARTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE»

Qui, dove attualmente conducono Benedetta Rinaldi e Franco Di Mare, potrebbe approdare un leghista di ferro, biografo di Salvini ed ex direttore di Radio Padania: Roberto Poletti.

roberto poletti uno mattina
Matteo Salvini e Roberto Poletti.

La questione è stata sollevata dal deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. Che su Facebook ha scritto: «Nel silenzio del presidente della Camera Roberto Fico, del vicepresidente della commissione di Vigilanza Primo Di Nicola, dei senatori del Movimento 5 stelle Alberto Airola e Gianluigi Paragone, la Rai avrebbe proceduto ad assumere il biografo di Salvini ed ex direttore di Radio Padania, Roberto Poletti, per consegnargli la conduzione di un contenitore di informazione come Unomattina, trasformata in “Uno Salvini” a spese di tutti i contribuenti».

Roberto Poletti (a destra) in una foto d’archivio (Ansa).

APPELLO ALLA CORTE DEI CONTI: «DANNO ERARIALE»

Secondo Anzaldi si tratta di «un’assunzione che rientra – prosegue Anzaldi – in una imbarazzante infornata di esterni, tra autori e conduttori, che vengono assunti per condurre e gestire le principali trasmissioni estive di RaiUno. Come fa la Corte dei conti, che ha un proprio rappresentante che partecipa alle riunioni del consiglio di amministrazione Rai, a non intervenire? Come fa la magistratura contabile a non dire nulla, di fronte alla notizia anticipata da Dagospia? Non c’è soltanto la vergogna di occupare l’informazione del servizio pubblico con giornalisti palesemente di parte, ma l’evidente danno erariale di ricorrere a costosi contratti esterni quando la Rai può contare su 1.700 giornalisti dipendenti, oltre ai collaboratori».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *