Rocchi difende arbitri e Var: «Inter? Il rigore non lo hanno sbagliato Nasca o Fabbri, basta violenza»

Redazione
12/01/2024

Il designatore vuole proteggere la categoria: «Non accetteremo più aggressioni». Poi la frase sull'errore decisivo nel match dei nerazzurri contro il Verona. A fargli eco il presidente dell'Aia, Carlo Pacifici: «Non capisco tutti questi attacchi».

Rocchi difende arbitri e Var: «Inter? Il rigore non lo hanno sbagliato Nasca o Fabbri, basta violenza»

Gianluca Rocchi e Carlo Pacifici hanno difeso la categoria degli arbitri italiani dopo giorni di accuse e veleni, tra errori e sviste del Var. Il designatore e il presidente dell’Aia, durante una conferenza stampa organizzata a Coverciano, si sono schierati al fianco dell’intero comparto, chiedendo rispetto e invocando maggiore tutela. Il più duro è stato Rocchi: «Le ultime due giornate, specialmente l’ultima, siamo scivolati su due bucce di banana evitabilissime e mi sono arrabbiato con i ragazzi. Da ora in poi però non accettiamo più tutto: siamo persone per bene, i ragazzi sono persone per bene. Questi ragazzi non li tocca nessuno». E ha anche chiesto di non parlare degli arbitri nelle 12 ore successive al match.

Rocchi difende arbitri e Var «Inter Il rigore non lo hanno sbagliato Nasca o Fabbri, basta violenza»
Carlo Pacifici (Imagoeconomica).

Rocchi: «Non accettiamo di essere aggrediti»

Il designatore ha poi proseguito: «Sul gruppo Var stiamo facendo un bel lavoro, anche dal punto di vista psicologico con sedute specifiche che ci saranno anche oggi a Lissone. Il gruppo dei varisti va tutelato. Abbiamo fatto degli errori e li spieghiamo ogni settimana perché vogliamo far conoscere come lavoriamo, per far capire che dietro l’errore ci può essere superficialità, un errore, una valutazione non corretti, ma niente di più. Avete visto il derby di Roma? C’è da mettersi le mani nei capelli per il derby: lì c’era il migliore al mondo e a livello di proteste è successo di tutto. A Salerno c’era Guida, un top a livello internazionale e per poco non è stato aggredito nel tunnel da un tesserato. Si può accettare? Noi non lo accettiamo più. Dobbiamo fare meglio sul campo, ma non pensate che chi vocia e urla a caso, possa ottenere un risultato. Il rispetto su questo gruppo di lavoro deve essere alla base di tutto».

Il designatore: «Voglio rispetto, basta violenza»

Rocchi ha continuato chiedendo «rispetto per il nostro ruolo. Non ci nascondiamo se sbagliamo, ma basta violenza o aggressioni agli arbitri. Siamo andati vicini ad un’aggressione in A, figuratevi sui campi di provincia. Dobbiamo permettere agli arbitri di andare in campo e arbitrare in maniera serena. Mettere pressione a un arbitro o a un Var gli toglie serenità e lucidità. Perché le ultime due giornate sono state più complicate? Perché si è abbassato il tempo giocato e sono aumentati tanto i falli rispetto alle prime giornate. La Champions è più facile da arbitrare perché giocano a calcio e l’arbitro fischia poco. Juventus-Inter è stata giocata e non ci sono state tensioni o troppi falli. Si è giocato a calcio. E per l’arbitro è stato facile».

Rocchi: «Il rigore non l’ha sbagliato Nasca o Fabbri»

Ma c’è un altro passaggio della conferenza che ha inasprito gli animi tra i tifosi, soprattutto sui social. Rocchi è tornato sull’errore del Var in Inter-Verona, con il gol del 2-1 non annullato ai nerazzurri. Il designatore ha risposto a chi ha criticato il suo operato nei giorni scorsi: «Le insinuazioni sul cambio di designazione per Inter-Verona sono state registrate e girate agli avvocati dell’ufficio legale dell’AIA, perché adesso iniziamo a non sopportare più qualunque cosa venga detta. Sentiamo parlare di mancanza di rispetto, ma il rigore poi non l’hanno sbagliato Nasca o Fabbri. Con le buone o con le cattive, gli arbitri devono farsi rispettare».

Rocchi difende arbitri e Var «Inter Il rigore non lo hanno sbagliato Nasca o Fabbri, basta violenza»
L’arbitro Michael Fabbri in attesa del Var durante Inter-Verona (Getty Images).

Pacifici: «Non capisco gli attacchi agli arbitri»

Più cauto l’approccio di Carlo Pacifici, il presidente ha esordito spiegando che non capisce «questa continuità di attacchi verso la classe arbitrale». E ha insistito: «Personalmente sono soddisfatto del lavoro che stiamo facendo e del percorso fatto con il Var, un investimento importante. Stiamo costruendo un percorso importante con un gruppo importante a Lissone. Il fatto di avere 5 Var italiani nelle 15 gare internazionali che si disputeranno da qui a fine mese riconosce il lavoro che stiamo facendo in Italia. Con questi messaggi esce fuori che il problema del calcio italiano sono gli arbitri e questo messaggio lo rimando al mittente. Invece ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. In più sottolineo che in campo e fuori ci sono comportamenti che non fanno parte dello sport».

Il presidente dell’Aia sul Var: «Lavoriamo sull’uniformità»

«Ormai siamo diventati tutti Varisti anche se non tutti capiscono la dinamica dell’episodio», ha poi dichiarato. «Stiamo lavorando forte sull’uniformità e continuiamo ad andare avanti su questo percorso senza essere travolti da critiche e polemiche, altrimenti non potremmo portare avanti il nostro lavoro. C’è chi chiede più utilizzo del Var, chi ne chiede meno: noi abbiamo fatto un incontro con tutti gli allenatori, anzi quasi tutti, e ci è stato chiesto meno intervento del Var, poi nel dopo partita ci chiedono che intervenga di più. Siamo aperti a qualsiasi tipo di confronto, ma il dialogo si fa in due: il confronto deve essere corretto e sereno, non diventare monologo. Noi andiamo avanti con forza e determinazione e cerchiamo di sbagliare di meno. Bisogna però rimarcare anche le prestazioni estremamente positive dei nostri arbitri in partite molto complicate. Personalmente sono soddisfatto della prima parte di campionato: possiamo fare meglio e dobbiamo lavorare a testa bassa, ma senza andare dietro le polemiche