Roger Waters scaricato dall’etichetta Bmg per i commenti su Israele

Fabrizio Grasso
31/01/2024

La società tedesca, con cui aveva firmato un contratto nel 2016, non ha gradito nemmeno alcune dichiarazioni sulla guerra in Ucraina e sugli Stati Uniti. Già nel 2023 la casa discografica si era rifiutata di pubblicare la riedizione di The Dark Side of the Moon.

Roger Waters scaricato dall’etichetta Bmg per i commenti su Israele

L’etichetta discografica Bmg è pronta a separarsi da Roger Waters. La società tedesca, legata all’ex bassista dei Pink Floyd con un contratto dal 2016, non ha infatti gradito i commenti dell’artista su Israele e Ucraina, che spesso hanno scatenato polemiche in giro per il mondo. Secondo Variety, che per primo ha riportato la notizia, l’addio sarebbe imminente ma le divergenze sarebbero in corso già dal 2023. L’azienda infatti si era rifiutata di pubblicare la riedizione di The Dark Side of the Moon, uscito poi con la britannica Cooking Vynil. L’etichetta non ha commentato la notizia, così come Roger Waters, che tuttavia già a novembre aveva detto di essere stato licenziato, parlando di pressioni da parte della Anti-Defamation League, l’organizzazione non governativa ebraica con sede negli Stati Uniti.

La casa discrografica tedesca Bmg ha deciso di rescindere il contratto con Roger Waters. Sgraditi i commenti su Israele, Ucraina e Usa.
Roger Waters in concerto a Bogotà a dicembre 2023 (Getty Images).

Roger Waters e le accuse di antisemitismo: le dichiarazioni su Israele

Come ha spiegato Variety, sebbene la rescissione dei contratti fra etichette e artisti non sia una rarità, è meno frequente per quanto riguarda i grossi accordi di publishing. Di certo, la mente creativa di alcuni dei grandi capolavori della musica rock con i Pink Floyd è spesso finita al centro di polemiche per alcune sue esternazioni politiche tra cui la questione israeliano-palestinese. Com’è noto già da tempo, l’ex bassista della rockband è un aperto sostenitore del Boycott, Divestment, and Sanctions, movimento secondo cui «Israele sta occupando e colonizzando la terra palestinese, discriminandone i cittadini», come si legge sul sito ufficiale. A novembre, in un’intervista al podcast Rumble di Gleen Greenwald non aveva condannato gli attacchi di Hamas del 7 ottobre, alludendo persino al fatto che Israele avesse permesso i raid per radere poi al suolo Gaza. «C’è qualcosa di molto sospetto in questo», aveva detto Waters.

 

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L’ex bassista e cantante dei Pink Floyd non è estraneo anche ad accuse di antisemitismo. Destò scalpore la sua esibizione a Berlino del 17 maggio 2023, quando salì sul palco indossando un cappotto simile a quello che usavano le SS naziste di Adolf Hitler. Pur non essendoci la svastica, l’abito nero con la fascia rossa al braccio aveva immediatamente richiamato l’immagine dei soldati del Reich. «Sono attacchi in malafede da parte di chi vuole diffamarmi e mettermi a tacere», aveva sbottato l’artista. «Gli elementi del live sono chiare dichiarazioni contro il fascismo e l’ingiustizia in ogni sua forma». A settembre, tuttavia, in un nuovo documentario dal titolo The Dark Side of Roger Waters, il produttore di The Wall Bob Ezrin e il sassofonista Norbert Stachel avevano lanciato nuove accuse.

I commenti sull’Ucraina e sul presidente americano Joe Biden

Roger Waters ha fatto discutere anche per la sua posizione in merito alla guerra in Ucraina. A febbraio 2023, invitato a parlare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dalla Russia etichettò l’invasione come «illegale», ma aggiungendo che «non era immotivata» e condannando i «provocatori nella maniera più forte possibile». Già nel 2022 aveva spiegato, in un’intervista con Rolling Stone, di essere «sulla lista del governo di Kyiv delle persone da assassinare». Nella medesima conversazione, attribuì parte della colpa del conflitto alla Nato, che aveva lasciato «il presidente Putin senza altra scelta se non quella di invadere». Alla Cnn invece, ad agosto dello stesso anno, aveva definito Joe Biden «un criminale di guerra che alimenta direttamente il conflitto in Ucraina».

La casa discrografica tedesca Bmg ha deciso di rescindere il contratto con Roger Waters. Sgraditi i commenti su Israele, Ucraina e Usa.
Il concerto a Berlino con il costume simile alle uniformi delle SS (Getty Images).