Rom, Hollande come Sarkozy

Paolo Saccò
22/08/2012

Parigi cerca una soluzione per favorire l'integrazione dei nomadi.

da Parigi

Accusato di Sarkozismo, il governo di Jean-Marc Ayraul cerca
di ridefinire il futuro dei rom in Francia. Dopo un mese di
agosto all’insegna di operazioni di polizia, smantellamenti e
rimpatri contestatissimi, il governo ha scelto di dedicare il
primo consiglio dei ministri dopo le vacanze estive alla
condizione dei rom. Anche se in realtà non sembra cambiato nulla
a riguardo.
In un’intervista di Manuel Valls su Libération,
infatti, il ministro degli Interni francese aveva insistito sulla
«fermezza del governo di fronte agli accampamenti illegali»,
giudicati «insalubri» e «pericolosi». Ma in molti considerano
che l’azione dell’esecutivo non poteva limitarsi
«alla semplice riproduzione della politica intollerante e
aggressiva» portata avanti dall’ex presidente Nicolas
Sarkozy su una questione così sensibile come quella della
popolazioni nomadi.
SOLUZIONI COMPLEMENTARI ALLA FERMEZZA. Proprio
per questo, il governo vuole studiare alcune soluzioni
«complementari» alla fermezza di Valls per favorire
l’integrazione e l’inserimento dei rom nella
società.
All’immagine di quanto fatto in Italia e in Irlanda, il
governo starebbe pensando di sospendere «le misure transitorie»
che secondo le associazioni rom, obbligando il datore di lavoro a
pagare delle tasse supplementari all’ufficio immigrazione per
i sui dipendenti nomadi, «rappresenta un reale ostacolo
all’inserimento professionale e una misura chiaramente
discriminante».
INSEDIAMENTI CON PIÙ SICUREZZA. Fedele
agli impegni presi da François Hollande in campagna elettorale,
Cécile Duflot, ministro delle Politiche abitative, si
incaricherà di «individuare appezzamenti demaniali da adibire
all’insediamento delle popolazioni espulse», che saranno
«regolarizzate» e garantiranno una «maggiore sicurezza» alle
popolazioni circostanti.
A detta di Valls, però, la concretizzazione di questa misura
«potrebbe rivelarsi difficile e prendere molto tempo». In
compenso, il progetto dei «villaggi d’inserimento sociale»,
promosso dalla Duflot, sembra destinato a essere abbandonato.
L’Associazione «La voce dei Rom», aveva definito questi
villaggi «un assistenzialismo cieco che nasconde un controllo
sociale pesantissimo per i residenti».
PER LA STAMPA PROGETTO SENZA FUTURO. «La
politica di cambiamento di Hollande è già costretta a
arrendersi alla realtà», ha attaccato Le Figaro. Secondo il giornale di
centrodestra, infatti, «nessun progetto di alloggiamento di
questa popolazione, che in fondo si sta solo allontanando, vedrà
mai la luce». E sarà certamente molto difficile per Hollande
«mantenere le sue promesse elettorali senza smentire il suo
fedele soldato Valls».
Intanto, il Nouvel Observateur si è fatto
portavoce delle associazioni insistendo «sulla centralità del
lavoro» nello sviluppo di «qualsiasi politica efficacie e
risolutiva» sulla questione. «Come si può rimproverare a
qualcuno di mendicare se poi gli si impedisce di lavorare
regolarmente», ha chiesto il Nouvel Obs.
ANTAGONISMO DA PARTE DEI FRANCESI. Ma il vero
problema per l’inserimento dei rom nell’esagono potrebbe
essere rappresentato dalla percezione della popolazione francese.
A suonare l’allarme è stata Libération che ha sottolineato
come, secondo un sondaggio realizzato dalla Commissione nazionale
consultativa dei diritti dell’uomo, i due terzi della
popolazione francese considerano i rom «un gruppo a parte» che
«senza una fissa dimora, ruba e si rifiuta di parlare
francese».